Covid days

Voi come state? Per me questo covid ha la forma del cerchio perfetto, lui intorno e io dentro, senza poter uscire. Sembra una diabolica trappola per topi, che ti tiene vivo ma ti toglie vita. Non organizzare niente, non invitare nessuno a casa tua, non abbracciare: secondo i nuovi comandamenti per sopravvivere non puoi più vivere. Cosa rimane se togli il contatto, i riti collettivi, la casualità di un incontro? Più andiamo avanti e più faccio fatica. Mi sembra di essere chiusa in questa casa da mesi e mesi, e che fortuna che io viva qui, in un villaggio con una foresta accanto, che mi ha salvato in ogni giorno di tristezza e fatica. Non riesco a immaginare in ritorno in Italia, già era complicato prima, ho paura delle difficoltà con un piccolo accompagnatore con me, a cui ho detto che il covid è un drago, per questo non possiamo vedere i nonni, andare a casa dei suoi best friends che ha appena conosciuto, andare al museo dove l’organo suona ogni venerdì. L’altro giorno al parco ho conosciuto una mamma che per presentarsi, sentite questa: mi ha porto la mano. Forse lo ha fatto per sbaglio, per una forma di abitudine non soppressa in tempo, come se l’umanità dentro di lei volesse sgusciare fuori come un pesce. Le ho stretto la mano.

E poi, poco dopo, me la sono igienizzata.

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