Tremare di vita

Se ci penso mi fanno ridere i modi in cui mi metto alla prova. Mi ricordo quando un giorno di molti anni fa ho deciso che per essere donna non dovevo più mettere lo zucchero nel caffè, l’ho bevuto strizzando il naso finchè non mi sono abituata ad apprezzare il gusto. Un altro giorno ho deciso arbitrariamente di non bere mai più la coca cola, ancora una quarantina di anni e ho vinto la scommessa. Per i primi venticinque anni le prove erano tutte di testa, a correggere dove non mi piacevo. Negli ultimi anni sono diventate prove di corpo, ho pensato che sistemare il contenitore avrebbe garantito maggiore efficienza generale. Sarà quella cosa per cui dai trent’anni in su è comune dedicarsi alla corsa e allo sport per sconfiggere l’idea della mortalità, sarà che così posso mangiare il cioccolato senza colpe, fatto sta che mi dedico ad attività sportive variegate e se la mia amica Helen mi chiama un sabato per dirmi se voglio scalare all’aperto pareti rocciose sconosciute io dico sì dai, andiamo.

Scalare in trad climb non è come andare al muro, cambia la superficie sotto le dita, l’altezza cui mettere alla prova le proprie vertigini, la paura diventa oceano e la fatica cento. Io vado senza sapere, ascolto Helen che precisa mi spiega, lei andrà su in lead a mettere i ganci nella montagna, ne ha tantissimi appesi alla cinta, a seconda della fessura nella parete della roccia ne userà uno piccolo o grande per assicurare la fune e così via fino alla cima dove la fune verrà assicurata. Poi sarà il mio turno, il secondo ad andare man mano che sale rimuove i ganci, la roccia non si ricorderà del nostro passaggio diversamente dallo sport climb dove i percorsi si imprimono alla roccia con ganci fissati alla parete, rimangono lì per tutti gli scalatori. Mi piace la generosità delicata del trad climb che accarezza la montagna con piedi e mani avidi di prese ma senza lasciare segni, il tempo maggiore e lento passato a decidere come crearsi una strada nelle fessure.

Oggi mi arrampico su due pareti, arrivo sempre in cima. Le proporzioni di queste vittorie mi lasciano contenta di me nello spirito e dolorante nel corpo per una settimana. A me spuntano similitudini anche quando tiro l’acqua e mi basta un come per fare ponte tra pezzi di cosmo, però davvero scalare venti minuti di roccia è come vivere vent’anni di vita con tutte le sue sfide: c’è il panico e la paura di non farcela, l’adrenalina della prime volte, il mettere il piede nel posto sbagliato, la voglia di arrendersi e la forza per non farlo che spunta fuori da non so davvero dove, la soddisfazione di un passo che ti fa procedere di altri cinque centimetri, il potere di una mano che non molla, l’atto di protendersi in alto nello spazio e avanti nel tempo in un movimento positivo e  caparbio nonostante la difficoltà. C’è sempre il desiderio di sentire in lontananza le pale di un elicottero che vengano a salvarmi, immaginare miracoli fuori di me è la mia specialità ma poi divento reale e faccio da me, mi abituo al tremore del cuore.

Alla fine se trema è di vita.

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22 comments

  1. Allo scattare dei 30, anche io ho iniziato a prefiggermi sfide fisiche vedendole piu’ come un viaggio introspettivo di miglioramento. Sara’ Glasgow. sara’ l’aria 😀

  2. che brava……mamma mia…comunque anche io ai 30 più estrema poi a 40 invece mi sono fermata…mio marito invece a 50 ancora fa tantissimo…..comunque hai ragione prendersi cura dell’involocro è fantastico. Sai cosa più mi è piaciuto di qs post che tu fai le cose senza programmarle, che arriva un’amica e si dai…
    mi manca un sacco qs sensazione, sono diventata troppo precisa.

  3. Anch’io ho deciso di smettere con lo zucchero nel caffè, ma per battere mia mamma, e di ridurre la Coca-Cola, ma per salvare il mondo. Ho ancora bisogno di stimoli esterni per dedicarmi alle sfide!

  4. Brava!!!
    Che bello!! Anche il mio “fidanzato” si arrampica! ..io sono andata un paio di volte alla parete, poi l’ho conosciuto…e non ci sono più tornata!!
    Mi dedico al kung-fu, e anche io sono contenta di non poter quasi camminare o muovere il mouse i due giorni successivi, mi dico che mi fa bene!!

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