La morale della favola

Sono tornati i giorni infiniti a ricordarmi che non si muore, noi si rimane sotto altre forme, il mondo ci terrà le impronte. Anche le cose che dolorose tutti assaggiamo in questa vita non sono nostre e poi vanno via, sono universo che ci attraversa, non ci dobbiamo sentire male. Questo lo scrivo per ricordarlo tutto sommato molto anche a me, per trasformare le zavorre di chi ha spezzato un cuore in ancore per porti sereni, per imparare a essere marinaio che solca il mare, non solco concavo come vela di vento avverso, per abbracciare il senso di responsabilità che spinge avanti senza che diventi senso di colpa che inchioda.

20150617_201237

Ieri per la prima volta ho capito con mente e cuore che nelle vite degli altri non avremo sempre ruoli positivi, a volte ci tocca la parte dei cattivi, quelli peggiori tra l’altro, quelli in incognito, ma ogni ruolo serve a far funzionare la storia. Non cerco scappatoie ma l’assoluzione è un bisogno da cui difficilmente si evade, io ci provo dando un senso e cercando valore. Alla fine siamo tutti protagonisti di un romanzo di formazione, mandanti o aiutanti magici nelle vite degli altri, ogni tanto antagonisti e crudeli. La cosa importante è che in ogni ruolo aggiungiamo senso e siamo necessari.

Mi dicevano WIll e Pea, insegnanti da 37 anni, che per i giovani professori la cosa più difficile è scoprire che non potranno piacere a tutti; all’inizio arrivano in dipartimento pieni di scoramento e afflizione per l’ostilità di qualche studente. Allora gli insegnanti maturi li incitano,

Bene!

gli dicono, vuol dire che stai facendo un buon lavoro.

20150617_201045

Mi dicevano inoltre Will e Pea che nella vita devi seguire il cuore e fare quello che ti senti, non quello che ti sentono gli altri, perchè non sai mai che cosa può succedere domani. A me ogni tanto fa bene che me lo ricordino, ieri loro lo facevano con me e oggi lo faccio io con voi.

Non sono necessari anni di esperienza per fare da aiutanti magici nelle vite degli altri e dire la cosa giusta al momento giusto.

Marinella aiutante magica #1.
Marinella aiutante magica #1.

A volte bastano trentatre anni e una conversazione su whattsapp per ricordarti che va tutto bene e da qualche parte c’è un autore che sa quello che sta facendo.

Advertisements

20 comments

  1. Cara Riru,
    io pur senza conoscerti sento che chiunque abbia percorso un pezzo di vita con te sia stato fortunato ed abbia ricevuto tanto e, probabilmente proprio per questo, al dolore per la fine di un qualsiasi amore si aggiunge la perdita di una persona speciale. Finché il dolore è forte o anche solo presente non si può mantenere un contatto, ma dopo se davvero ci si stimava come persone, il rapporto può diventare di amicizia con la A maiuscola. Io ne ho due di persone così che ancora accompagnano il mio cammino e io il loro. Magari anche senza vedersi fisicamente perché le nostre vite sono su strade lontane, ma sempre con una confidenza ed un’apertura all’altro totale. A 33 anni e senza figli non si può accettare di rimanere insieme trasformando l’amore in altro. Quando subentrano i figli tutto si complica notevolmente perché si decide anche per loro…

  2. Io e una mia carissima amica diciamo sempre che le persone entrano ed escono dalle nostre vite per un motivo ben preciso, per farci capire dove ci troviamo e chi siamo, cosa vogliamo veramente. Saro’ egoista ma sono convinta che non si puo’ sacrificare la propria felicita’ solo per non far dispiacere gli altri perche’, alla fine della fiera, li feriremmo comunque. La vita e’ un learning exercise continuo che non finira’ mai di stupirmi ma e’ proprio questo a renderla affascinante 🙂 Buon cammino.

  3. Anche io ho imparato la lezione, e ora mi sento meglio…ma siccome tendo a dimenticare…il tuo post e’ stato un ottimo ripasso!

  4. carissima, ho aspettato che mi passasse il jet lag per esprimermi meglio, questo post mi ha ricordato una me di alcuni anni fa, poco piu’ di dieci, perche’ era aprile 2005 e seduta con un bicchiere di vino a tarda notte con quella che sarebbe stata la mia coinquilina per le successive tre settimane e una delle mie piu’ care amiche da allora a tutt’oggi, raccontandoci le nostre vite, arrivai a queste stesse conclusioni. ero sempre stata una brava persona, ma dopo aver fatto sempre la parte della brava nel teatro delle vite mia e altrui, mi ero rivelata nella parte della cattiva. Non ne ero felice, non ne ero orgogliosa, ma era stato necessario perche’ scelsi di esser onesta e ferire qualcuno a cui volevo bene, anziche’ tener duro (fingere) e aspettare che succedesse un miracolo da trasformare i sassi dorati in oro vero. E quella sera capii che potevo assolvermi, perche’ alla fine avrei ferito di piu’ se avessi rimandato oltre, perche’ sarebbe stato solo un dolore piu’ grande quello inferto, e soprattutto perche’ realizzai che anche io in passato ero stata ferita, e pur essendo state quelle persone cattive in quel momento, avevano dato una grossa mano ad evitare che la mia vita prendesse direzioni sbagliate, che in quel momento desideravo, ma che nel big picture erano sbagliate. E in un modo certo non piacevole, non felice, anche io avevo fatto del male a qualcuno che in quel momento probabilmente mi odiava ma che in futuro sarebbe stato contento che le cose fossero andate diversamente. Anni dopo, molti anni dopo, completamente per caso per le vie di facebook ho visto una foto di un uomo che sorride felice al suo bambino, sotto gli occhi di una donna innamorata. Come io sorrido alle mie bimbe, sotto gli occhi di Pawel.
    Un abbraccio

    • carissima tu nel frattempo hai fatto un figlio, tanto ci ho messo a rispondere! ho pensato un sacco a questo commento in questo mese, lo ho davvero apprezzato, grazie per aver trovato il tempo di scrivermi. un abbraccione alla family tutta.

  5. Riru, continui a scrivere cose che mi mettono in difficoltà. In senso buono 🙂

    Io ci sono arrivata solo di recente, al fatto che a volte possiamo dover fare cose che ci tolgono il fiato, ma vanno fatte comunque, anche se sul momento non sembrano fare bene a nessuno.

    Quello su cui sto cercando di lavorare ora è che anche le persone che sembrano buone potrebbero non esserlo (e viceversa). Ho un paio di persone non molto positive nella mia vita, che mi vogliono bene, che mi aiutano se ho bisogno… ma che non esitano a instillarmi dubbi e paure tutte le volte che possono. Non riescono a essere felici, quindi non posso esserlo neppure io. E quindi?

Say what you mean.

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s