Dell’amore

Guardavo le foto di un vecchio amico che oggi si sposa e mi faceva pensare all’amore. Loro mi piacciono un sacco, non importa se non ci vediamo da anni e Laura non l’ho ancora conosciuta. A volte funziona così, ci sono unioni che ti fanno simpatia, vedi due persone belle insieme e inizi a pensare che è speciale quando qualcuno dell’amore non si vergogna, lo abbraccia in pubblico, si fa pettinare dal vento. Loro si vede che dell’amore ridono, o forse è l’amore che li fa ridere, non l’ho capito ma lo voglio fare anch’io, invece di dire ti amo in segreto come se fosse un grave peccato al buongusto e un collare al cuore per non farlo scappare lontano.

In questi giorni mi torna sempre in mente di una volta quando ero bambina, le estati le passavamo dalla nonna Pina e lei ci raccontava sempre una storia della buonanotte che io non volevo finisse mai, volevo addormentarmi mentre raccontava, senno mi toccava entrare nei sogni da sola. Mi ricordo una notte che avevamo già spento la luce ma io non la lasciavo andare via, le stringevo la mano e ogni volta che si affievoliva la presa io le dicevo sono ancora sveglia, resta. Lei era stanca, io lo sapevo, un po’ perchè era vecchia e un po’ perchè stava seduta su una sediolina rigida accanto al mio letto che solo a guardarla ti faceva venire il mal di schiena. Io però avevo bisogno di lei per addormentarmi e mi ricordo che avevo paura andasse via, mi ricordo il mio cuore sull’attenti nella notte pronto a scattare alla fuga della mano. L’avrei tenuta arenata a me tutta la notte con quell’assenza di pietà che si concede giusto ai bambini se mio nonno dalla camera da letto non avesse tuonato di lasciarla andare, che era tardi, e forse una bestemmia in piemontese da far rimbombare per tutto il corridoio. Me lo ricordo ancora l’effetto di quella chiamata al buonsenso, come uno strattone. A volte certe emozioni ti lasciano l’ombra dentro e non le dimentichi più.

Io sono ancora quella che ti stringe la notte e ti chiede di non lasciarmi andare, sia mai che la stanza si riempia di mare e io finisca con l’annegare. Ad amare meglio si può sempre imparare però, auguri a Laura e Mimmi che lo sanno fare bene e mi fanno ispirare.

laura e mimmi
#Lauraemimmionelove. Foto di Checca.
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10 comments

  1. Non conosco il tuo amico e ovviamente non parlo di lui, ma a me fanno un pelo paura le coppie che tutto va sempre bene, sono sempre migliori amici, non fanno altro che divertirsi insieme. Ma come fanno, non si danno mai sui nervi? Magari sono più bravi di me ad amarsi incondizionatamente 🙂

    • Anch’io mi sento così, da un lato mi sembra strano e penso che ci debba per forza essere qualcosa sotto che non mostrano (sono cinica, temo) ma dall’altro mi fanno invidia e mi chiedo come potrebbe essere, una relazione liscia e facile come il mare calmo.
      Che belli questi post Riru, fai ispirare pure me 🙂

  2. Che storia bellissima.. l’amore dei nonni è qualcosa di assolutamente grandioso! Ci vogliono queste ispirazioni per migliorare il mondo, continua così 🙂

  3. E’ vecchio ma… come è bello questo post!
    Sai che io sono convinta che si possa anche educare a farsi amare nel modo che ci è più congeniale? Non tutti parlano lo stesso “linguaggio” nell’amore.
    Non sono sicura che mi piacerebbe uno che posta foto di noi due in un social, ma sì, come te, ho bisogno di sentirmi rassicurata e protetta. Dopo anni di incomprensioni in cui mi arrivavano all’improvviso rose rosse però magari per un pomeriggio intero non mi badava, forse siamo arrivati a conoscerci un po’ di più. In fondo amare è anche saper ascoltare l’altro.
    Ti abbraccio

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