Zia Lilu

Zia Lilu, quando vai via?

Ogni volta che me lo chiede non so se è un invito a partire alla svelta o una preoccupazione, dimmi quando vai via così nel frattempo usiamo bene il tempo, lo passiamo insieme. Stavolta la seconda, sarà per quell’acquario di pesci che gli ho portato, ci metti l’acqua e crescono, ci vogliono tre giorni ma così è più bello, come un regalo diluito che per tre giorni ti sorprende, l’emozione della trasformazione da pesciolino a balena deforme.

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Mi piace sempre parlare con Franci, guardare il cartone coi draghi sull’isola mentre i suoi sono lontani e mettergli in testa che è ambientato in Sicilia, tempo cinque minuti ed è lui che convince me, mi dice secondo me sono in Sicilia sai, e io dico sì vero Franci, anche secondo me.

– Ma zia Lilu, ma che capelli lunghi che hai!
– E già Franci. Che dici, ti piacciono?
– Sembri Babbo Natale.

– Zia Lilu, non vai in Scozia domani, resti qui. Puoi dormire qui, sul divano, vedi, ci sono i cuscini e adesso ti prendo io una copertina, poi resti a vivere con noi per sempre, ti facciamo pulire tutto, pulisci tutto bene e quando diventi brava resti a vivere con noi. Non vai più in Francia.
– Ma Franci, cosa dico al mio fidanzato?
– Gli prendiamo una babysitter (russa di vent’anni, aggiunge papà Roby). Devi restare qui con noi così poi quando rivedi quel signore sei tutta bella pulita e lui è contento.

– Franci ma lo sai qual è il vero nome della zia Riru? Come te, che ti chiami Francesco ma ti chiamiamo tutti Franci, anche lei in realtà si chiama Aurora.
– Che brutto nome.

Meno male che il cuore ricresce, che io ogni volta qui ne lascio un po’.

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7 comments

  1. E il nostro cuore e’sempre con te zia lilu! Ci manchi tanto..sempre…babbo natale torna presto pero’! ….bellissimo questo post…grazie Ririna love lolle love

    • Sui anche voi, il vostro divano, il cane, i morsi, le frecce volanti, il rischio vita, i tiraggi di capelli, le mosse letali insegnate da roby a francy per eliminarmi… tuttoooo!

  2. Io quando provano a dirgli che non mi chiamo “senna” o “sanna” lancio gli urli e gli tappo (tappavo) le orecchie.

    Pensavo che sarebbe bello vivere con la testa di un bimbo almeno per qualche giorno…
    Dolce.

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