Diventare una seria business woman

Viaggio di lavoro. Indosso la mia giacca elegante, il mio rossetto elegante, le mie scarpe eleganti: sono anni che mi perfeziono nell’arte di prendermi sul serio, ancora non ho imparato a pettinarmi i capelli dietro ma tutto sommato oggi ho un aspetto professionale e affidabile. Arrivo dai clienti forte del mio aspetto professionale e affidabile, per me fare una buona impressione già facilita metà del lavoro e questo completo nero mi introduce come una donna di business di livello superiore, mi sento sicura di me, so quello che devo dire e la mia competenza è veicolata sia dal mio aspetto compatto che dal mio accattivante savoir faire. Ci sediamo, prendiamo un caffè e poi viene l’ora di lavorare. Tiro fuori il computer dalla mia borsa very professional con cui ho viaggiato ieri dalla Scozia all’Italia, lo appoggio al tavolo dei clienti, con un cedimento impercettibile della sopracciglia mi chiedo cosa sia quella macchia marrone e appiccicosa che dal computer ora si sta trasferendo sulla scrivania transatlantica. Basta una breve investigazione per determinare l’accaduto: i deliziosi mini ovetti di cioccolato che ho comprato in aeroporto per allietare il mio viaggio si sono spiaccicati su tutte le mie proprietà dentro la borsa. Il peso, il calore e gli spostamenti transmarittimi delle ultime 24 ore li hanno resi un’arma letale contro la professionalità. Accetto l’accaduto e uso il mio unico fazzoletto mezzo usato per ripulire con discrezione computer, passaporto, telefono e interno borsa mentre faccio cenni di assenso ai clienti, che spero essere diventati nel frattempo ciechi. Creo una montagna di spazzatura che accantono poco distante da me, sempre impeccabile nel mio completo nero.

Magari non è che si può proprio cambiare, più facile diventare due.

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31 comments

  1. Mi hai fatto proprio ridere!! Quante volte è successo anche a me!! Con le caramelle sciolte o con le gomme da masticare misteriosamente uscite dal loro incartamento… e tutta quell’eleganza va a farsi benedireeeeeeee

    • Grazie Sabina! Certo di gomme e caramelle non iniziamo a parlare va… gli interni delle mie borse sono tipo le borse dell’immondizia, basta sigillare bene comunque cosi’ tutte le schifezze rimangono chiuse dentro

  2. Ahaha! Sì, penso che sia successo a molti di noi almeno una volta. Forse non in una situazione così professional ma non sei la sola 🙂
    Ti auguro un delizioso uovo cioccolatoso in questi giorni, o anche due, tre… 🙂
    Silvy

    • Eggia’ Silvy, dai che ste cose magari li’ per li’ ti fanno uscire di testa ma poi le ricordi con il sorrisino. Anche a te, spero abbia mangiato un sacco di buoni ovetti, magari quei mini kinder eggs che a me piacciono tanto!

      • Ahahah a voglia se ne ho mangiati..e ti diró di più..ora sono in sconto tutte le uova e gli ovetti..come resistere?? 🙂

    • ehhh il sugo in effetti e’ un bel casino, non so se sarei riuscita a dissimularlo… io comunque ho avuto esperienze che vanno dall’acqua della mozzarella all’olio dei carciofini…

  3. io a giugno scorso ho bevuto un pimm’s (ma diciamo pure cinque) di troppo… a una festa di lavoro. Mi sono resa conto solo al workshop del giorno dopo di aver pensato bene, sul bus la sera prima, non aver proprio centrato il sacchetto usato come sick bag.
    …sono disgustosa 😦

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