La storia del taxi

C’e’ una storia che non vi ho raccontato, viene da quando ero a Glasgow la prima volta, era la mia ultima settimana qui, ci avevo passato sei mesi ma forse non erano bastati per capire questo posto del tutto, mi portavo il mio bagaglio di maniere e preconcetti italiani senza rendermi conto che Glasgow non era solo un’altra lingua, c’erano altre differenze piu’ sottili da imparare. O forse ero solo giovane e mi serviva una lezione.
Era una mattina dopo che avevo dormito fuori, avevo camminato a lungo ma mi ero persa, in quei giorni camminavo ovunque, un po’ per principio e un po’ per risparmiare ma stavolta davvero non sapevo dov’ero, ero stanca e volevo tornare a casa. Finalmente, dopo un sacco, ecco passare un taxi. Lo fermo, salgo, il conducente mi saluta con cordialita’ e calore, Hello love, where are you going? Io gli dico l’indirizzo e mi premuro di specificare che prenda la strada piu’ breve per favore, senza fare lunghi giri. A quel punto il conducente si scusa, mi sembra davvero dispiaciuto, sorry love, mi spiace ma devi scendere adesso, non posso portarti. Io non capisco, gli ho solo chiesto di fare la strada piu’ breve senza cercare di fregarmi, mi sembra normale. Gli chiedo perfavore, che voglio andare a casa, mi scuso ma niente, mi fa scendere e io mi ritrovo sconsolata, imbarazzata e persa chissa’ dove in una delle mie ultime mattine a Glasgow, neanche un taxi all’orizzonte.

Ho ripensato spesso a questa storia negli anni, mi ha sempre messo un po’ in imbarazzo e non la racconto mai volentieri. Ripenso alla me ventiduenne sperduta e alla mia mancanza di tatto, il mio offendere senza neanche accorgermene, perche’ chiedere al conducente di fare la strada piu’ breve significa insinuare che non lo fa normalmente, accusarlo di un comportamento poco onesto e offenderlo visto che la strada piu’ breve e’ quella che avrebbe preso senza bisogno delle mie ammonizioni. Non deve essere stato bello ritrovarsi al posto di guida.

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14 comments

  1. Io a Glasgow ci vivo da pochi mesi ma non mi ricordo di essere mai scesa da un taxi senza una storia da raccontare. I tassisti sono persone interessanti e, a differenza dei loro colleghi inglesi, attaccano sempre bottone. Come mi disse qualcuno appena arrivata qui: “You will never be short of a conversation in Glasgow!”.

      • Io non dico che avesse torto… ma per me, che sono sempre circondata da stranieri, è normale che ci siano sensibilità diverse. Non offendersi è una regola base. E poi, metti che tu fossi stata di corsa, o in un’emergenza? E ti fa scendere dall’auto così? Non so, io lo trovo non tanto scorretto, ma indelicato sì, questo gesto del tassista

  2. Oh sì, fonti di taaaante storie i tassisti. Quando prendo il taxi a Dublino però prego sempre perché il tassista sia del sud della città, perchè quelli del nord quando parlano non si capisce una parola, e poi addio storie ^^’

  3. Oh. Mi sono salvata la mail di notifica di questo post solo per dirti che mi hai fatto tanta tenerezza, e che come scrivi tu, sempre in bilico tra una gran risata e la malinconia, credo di non aver mai visto nessun altro. Un bacino.

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