Al Corso di Disegno

Gennaio, davvero si inizia in questo mese, ogni giorno porta zavorre di aspettative e a volte è come volare una mongolfiera sgonfia, viaggiare controvento in giornate così corte che sembrano un ricordo, guardarsi allo specchio e pensare sei tu? chiamarsi per nome e non ricevere risposta. Finchè viene il giorno del click nel cervello, è un suono tipo ghigliottina, lo sento quando sono stufa di compiangermi e mi faccio furba dopo mesi di ultimatum. Quel giorno allora prendo e mi iscrivo a un corso di disegno e pittura, ogni lunedì, per dieci settimane.

Fa fatica e quindi dà soddisfazione il correre al corso il lunedì dopo l’ufficio, inizia alle sette con la pancia vuota e finisce alle nove che mangio caramelle vecchie di un anno trovate nel doppio fondo della borsa, se non muoio divento migliore. Ogni lezione disegno bottiglie e pere e mele e conchiglie, nature morte da resuscitare. Dice il professore coi capelli bianchi che ogni cosa è fatta di forme, sono quelle che devo cercare. Imparo a guardare, non dare per scontato, prestare attenzione. Voglio imparare un approccio nuovo, impormi le linee di fuga da cui di solito scappo. I primi tentativi sono fallimenti di proporzioni e forme, è difficile rappresentare le cose, reimpostare la mente per riprodurre senza supposizioni, non pensare a quello che sai di una bottiglia ma guardarla e basta.

La prima lezione disegnamo a matita, la seconda usiamo una grafite da diluire con il pennello tipo acquarello, la terza sono le meraviglie del carboncino. Mi entusiasma il prossimo lunedì che useremo il colore, sono felice come una bambina, disegno anche uguale.

Prima Lezione. Bigger than Life.
Prima Lezione. Bigger than Life.
Seconda lezione. Diluire i contorni.
Seconda lezione. Diluire i contorni.
Terza lezione, o del carboncino.
Terza lezione, o del carboncino.

Mi piace che anche nel 2015 arte, musica e sport mi salvino l’anima, mi rendano bella l’esistenza anche se assunti senza costanza e con confusione.

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15 comments

  1. Hai detto niente…
    Hai mai visto le prime opere di Picasso? Lui stesso in età avanzata ebbe a dire che da piccolo sapeva dipingere come Raffaello, mentre gli ci era voluta una vita intera per imparare a dipingere come un bambino.

  2. Io ci ho messo 38 anni per scoprire che potevo imparare a disegnare…che soddisfazione! Chi l’avrebbe detto che potesse esserci tanto fascino in una matita?

    E’ bello leggerti entusiasta e motivata….

  3. Io lunedì inizio un corso di avvicinamento al vino. Forse per me non è proprio un avvicinamento, ma penso che andrà bene! 😉

  4. Io sono negato per il disegno, ma mi piace molto vedere chi sa dipingere e disegnare bene. E i tuoi disegni mi piacciono…. magari un giorno sarò il tuo acquirente… 🙂

  5. Che belli i tuoi disegni, attendevo con ansia un nuovo post, ti leggo fedelmente e ammiro il tuo modo di cercare nuove prospettive, avventure, esperienze, possibilità. Il tuo modo di essere instancabile, sempre te stessa e sempre nuova, sempre lì eppure sempre un passo avanti. Il tuo Blog ha il forte potere di mettermi di buonumore ogni volta che ti leggo, senza eccezioni!! 🙂 complimenti :-*

    • Ciao Lucy, grazie mille del commento! Vero, anche io attendevo con ansia di scriverlo, mi spiace per il ritardo questo mese.Menomale che ti metto di buon umore, è proprio quello che spero di fare scrivendo… ogni tanto sono un poà teenager uggiosa ma mi sa che quella fase sta passando! un abbraccio

  6. Le bottiglie! Ma quanto sono difficili le bottiglie da disegnare?! Io le odio… Forse dovrei riprendere ad esercitarmi anche io, l’esercizio salverà il mondo ;-D

  7. Disegno proprio no che non so fare una O con il fondo di un bicchiere, però è lo sforzo di fare qualsiasi cosa per noi quando siamo stanchi morti che è una figata. Io ho scelto yoga, dopo mesi e una quantità spropositata di buoni propositi , poi oggi ho saltato e mi sento in colpa ma va bene comunque. Brava tu! È i disegni sono fighi.

    • Grazie! I disegni sono terapeutici quindi molto fighi per tenere a bada il cervello. conosco il senso di colpa da salto, e me lo giustifico sapendo che la prossima volta lavoro doppio.

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