Half Mont

La mia vita sportiva in tre fasi: alle medie a dodici anni ne dimostravo ottanta quando si trattava di correre per la campestre, alle superiori nell’ora di ginnastica giustificavo a ogni lezione, all’università piuttosto che accelerare perdevo il treno e restavo incagliata a Torino come un pendolare fossile. Lo sport è sempre stato di mia sorella, io avevo altri modi per definirmi, tutti molto meno salutari. Fino a quando ho compiuto trent’anni: come tanti altri ex ventenni da quel momento mi sono messa a correre, perche’ e’ la cosa piu’ vicina all’immortalita’ che puoi fare. Fatica, rigore e costanza a vent’anni mica sono virtu’, sono sfighe, ma poi fai trent’anni e le inizi a cercare. Io che non avevo familiarita’ con lo sport ho amato il suo essere chiaro: qui siamo nelle tue mani, tu sei il tuo limite, dipende da te dove possiamo arrivare. Il mio corpo poi non mi lascia improvvisare, non sono nata per correre, l’ho dovuto imparare a forza di spingermi e dirmi di no, un’esercizio difficile per me che di solito mi abbraccio comprensiva.

Dopo settimane di allenamento la scorsa domenica mi sono alzata ed era il giorno della gara, per me si chiudeva un cerchio, era un evento pieno di significati – mi piace che le cose che faccio ne abbiano, mi piace iniettargliene io, che la vita sia un posto di riti da attraversare piuttosto che sequenza di muri senza grazia. Come in ogni rito di oggi amo la preparazione, mi fa pensare a Parla con Lei di Almodovar quando la torera viene vestita prima della corrida, ricordo la cura nell’allacciare ogni bottone e i fermi immagine da film che stamattina mi faccio da sola nella testa mentre mi cucio il numero alla maglietta.

mont runs

Poi esco e prendo il treno insieme ad altri runner, oggi la citta’ si ferma per noi, il centro e’ pieno di persone e le macchine sono mandate via, sembra un’apocalisse buona. In quest’atmosfera surreale ci aggiriamo nervosi io e gli altri come me, in attesa di partire.

20141005_103253

20141005_102535

20141005_103319

20141005_103847

Il resto poi e’ corsa, corsa, corsa attraverso la citta’, i ponti, i parchi, le strade lasciate a noi corridori. Controllo il tempo, ascolto la musica, mi guardo intorno: a ogni miglio c’e’ un cartello e qualcuno che suona la cornamusa, gruppi che suonano le percussioni e poi semplicemente la gente, gente normale venuta apposta per incoraggiare – well done! detto da uno Scozzese da’ un’incredibile soddisfazione, con quell’accento che gli arriva direttamente dal cuore.

I momenti difficili per me sono due, il primo dopo una ventina di minuti quando mi prende un dolore gia’ capitato, so che se lo attraverso per quindici minuti poi passa, tengo duro e lui sparisce, posso tornare a respirare. L’altro e’ alla fine, naturalmente, quando le gambe inziano a fare male e ti rendi conto che e’ la prima volta nella tua vita che corri da cosi’ tanto tempo e allora per non fermarti inizi a guardare lo spazio in modo diverso: da adesso tutto si misura in alfabeto, lo ripeto non so quante volte, e’ il mio mantra per sopravvivere fino a Glasgow Green, da qui riesco gia’ a vedere il monumento. Poi non bisogna assolutamente pensare che mancano ancora venti minuti: ne mancano cinque, piu’ cinque, piu’ cinque, piu’ cinque, che da quando non riesci a correre per cinque minuti?

Due ore, dieci minuti, undici secondi e settecento alfabeti dopo attraverso il traguardo. La sera non riesco neanche ad attraversare la strada tanto le gambe fanno male ma l’immobilita’ e’ una bella ricompensa per questa giornata. Basta una mezza maratona per sentirsi interi.

20141005_134731

Advertisements

40 comments

  1. Parla con lei è il mio film preferito di Almodóvar:) io di solito corro dall’inizio di una canzone alla fine… il traguardo sta nel finire un intero album 😁

  2. Grande Riru! Che emozione mi hai trasmesso, George Square piena di gente, quell’accento che mi manca da morire, la bellezza di un momento di trionfo per chi va fino in fondo.

  3. Che bello Riru, Bravissima! Correre e’ molto sottovalutata come attivita’ di igiene mentale. Io amo le distanze intorno ai 10 km per la riflessione ma sono troppo pigra per farle regolarmente…

  4. mmm, fatica, rigore e costanza io li ho terminati a 23 anni. sono passata da 5 allenamenti a settimana a dovermi violentare per fare 40 minuti di cyclette una tantum. possibilità che 7 anni di astinenza consentano alla mia coscienza (sportiva e non) di rigenerarsi, tipo videogame, al passaggio negli enta?

    • cyclette… ale cara, questo e’ troppo anni ottanta anche per me. adesso dimmi anche che fai ginnastica ritmica magari? dai che adesso che hai trent’anni il virus ebola dello sport ti coglierà’ e uscirai per le strade di roma in tenuta 100% licra

  5. Ciao Aurora sono tuo cugino Luigi. Congratulazioni 2h10’11” sono un gran tempo per la prima “mezza”. Io tra il 2010 ed il 2011 me ne sono sciroppate una ventina nell’arco di un anno, tra cui per due volte quella di Asti. Best time 1h42’00” a Trecate (NO), anche se il mio personale in realtà risale al 2004 in quel di Busto Arsizio (1h33′ e “spiccioli” … ma erano altri tempi avevo 10 anni di meno rispetto ad ora …). Di “half” e’ un po’ che non ne faccio (in mezzo un’operazione al menisco ad ottobre dell”anno scorso … forse le 20 “mezze” di fila avevano lasciato un po’ il segno …), ma continuo comunque a competere, anche se su distanze minori. Forse abbiamo qualcosa in comune nel DNA …). Ultimamente stò introducendo alle competizioni mio nipote Francesco di 14 anni. Per ora gli stò davanti … Ciao ! Luigi.

    • ciao luigi, grazie del messaggio! eh si’ sara’ una cosa di dna! complimenti per i tuoi tempi, io vedo che per questa volta non c’era modo di scendere sotto il tempo che ho raggiunto ma mi ero preparata solo per sette settimane. se riesco quest’inverno vado regolarmente così’ in primavera riprovo, due ore sarebbe già’ incredibile per me. e’ stata un’esperienza molto bella e anche indispensabile personalmente! il giorno che Francesco ti batte vieni su a Glasgow, corriamo insieme, non sara’ difficile per te rimanere in testa e poi andiamo a mangiare qualcosa di ipercalorifico al pub – meritato. ciao! Aurora

  6. Congratulescion 🙂 concordo sul riscoprirsi atletici con i 30. Yoga, camminate per sentieri impervi, cose che non avrei immaginato potessero piacermi. Prossima sfida: arrampicata indoors al climbing centre.

  7. Ma che bella sensazione no? Non so li’ ma in London tutti che fanno il tifo per te e ti incoraggiano e ti dicono che vai forte!!!! IUUUUUUHHHHU
    I love it

    • sii anche qui! teoricamente leggono il tuo nome sulla card che porti attaccata e ti incitano in modo personalizzato, a me non e’ successo essendo il mio nome probabilmente incomprensibile 🙂

Say what you mean.

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s