Running is a metaphor

Mi ricordo quando è successo: era una domenica mattina, ero a letto, era un periodo strano della mia vita. In quei giorni andavo spesso a correre al parco, aiutava il cervello fare tutti quei giri nelle serate infinite di giugno, almeno il corpo faceva quello che dicevo, lo controllavo dalla testa e gli ordinavo di non fermarsi per nessuna ragione, non finchè non avessimo raggiunto quel bidone, e poi quell’albero, e poi a forza di traguardi potevo correre ogni volta di più. Allora quella mattina di fine giugno ho pensato che mi serviva un progetto, uno alternativo, qualcosa in cui infilare la testa e con cui ridare ordine al cosmo che mi si stava leggermente sgretolando sotto i piedi, forse correndoci sopra avrei superato le crepe. Allora mi sono iscritta a una mezza maratona, anche se non avevo mai fatto lunghe distanze, al massimo un’ora alla fine della quale mi ritrovavo senza fiato e speranza di continuare. Poi sono passati un paio di mesi dove ho sempre corso, ma senza struttura, mi sa che a quel punto correvo via. Da quando sono tornata da Lisbona a fine Agosto ho iniziato a correre verso, seguendo un calendario di allenamenti settimanali, cinque giorni di sport, due di riposo, per otto settimane – sette per me che ho iniziato tardi, che va bene, corro, ma mica divento organizzata. Ogni domenica era il giorno della corsa lunga, ogni settimana aumentavano i chilometri da fare, ogni volta pensavo questo e’ il limite ma poi alla volta successiva non so cosa succedeva e riuscivo sempre a aggiungere un pezzo. Adesso che una domenica ne ho corsi diciotto credo che forse domani alla fine ce la faccio, a finire questa mezza maratona. Ventun chilometri e novantasette metri di passi che si schiantano sul selciato e la strada, come ad ogni corsa una parte di me proporrà di fermarsi al primo chilometro, menomale che siamo in due qui dentro e l’altra metà dice che qui continuiamo a correre.

Correre è una metafora mi ha scritto oggi il mio amico Valerio, il suo regalo mi è arrivato giusto in tempo per farmici pensare. Io e lui siamo nati quasi lo stesso giorno, si vede che il Cosmo era ispirato in quelle ore tra il nove e il dieci ottobre 1982. Che arrivi proprio il sabato pomeriggio prima della corsa è un effetto speciale prezioso per il cuore, insieme ai messaggi e gli auguri ricevuti in questi giorni.

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Gli organizzatori della gara hanno creato una cosa bella: un muro digitale all’ultimo miglio della corsa dove lasciare messaggi di incoraggiamento ai corridori. Non credo sia probabile che in quel momento tra tutti se ne attivi uno per me, ma se volete provarci basta andare qui.

Oggi la mia amica Fi che mi ha introdotto alla corsa mi ha scritto che se potesse tornare indietro nel tempo e presentare la Mont del 2014 a quella del 2009 la giovane Mont sarebbe orgogliosa della sua versione futura. In effetti se potessimo sederci a un tavolo con due birre in mezzo avrei da raccontarle un sacco di cose e di domani sarebbe così stupita, contenta di vedere cosa siamo riuscite a fare. Sono sicura che avrebbe anche qualcosa da ridire, immagino la birra che le va di traverso mentre le racconto, ma alla fine capirebbe e prima di salutarci mi farebbe gli auguri per domani.

Se ci pensi è facile, basta che non smetti di correre fino alla fine.

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41 comments

  1. Mi piace che sei diventato un correre verso ! In bocca al lupo e facci sapere .,.
    La mezza maratona niente male proprio !!!

  2. Troppo tardi per lasciarti un messaggio di supporto. The Oatmeal lo ha fatto al posto mio spero.
    Giuro che non ricordavo della gara e che la tempistica è stata tutto frutto del cosmo. Che robe strane che accadono a volte 🙂

  3. Auguri, snche se forse in ritardo e un grande in bocca al lupo!
    Sei tra le mie muse ispiratrici per la mia iniziazione alle camminate intense e veloci in montagna…di cui sto per scrivere un post.
    Un abbraccio e vinci per tutti noi!

  4. Adoro questo post sulla corsa, probabilmente perchè anche io ho iniziato a correre per le tue stesse motivazioni. Facci sapere come è andata!

  5. Congrats per la corsa, spero sia andata bene. Domenica mattina, io ero quella col trucco sfatto e i capelli in disordine che arrancava per Anderston Quay reduce da una notte di bagordi 🙂

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