[N.d.A.]

Un caro amico mi ha fatto un’osservazione cui penso da due giorni, riguarda la riservatezza che andrebbe dedicata a certe cose, al fatto che forse tutto questo, la cancellazione, il viaggio, dovrebbero rimanere privati e non spettacolarizzati. Lui ha avuto il coraggio di scrivermelo ma non dubito possa essere il pensiero di altri. Scopro che non sono particolarmente brava a ricevere critiche, la cosa positiva è che scatenano ragionamenti di 48 ore che mi fanno cambiare prospettiva per un po’, a volte ci vuole una spinta per darsi una mossa. Penso che per fare ironia su certe cose ci voglia tatto, la linea tra leggerezza e superficialità è sottile e io che cammino come un elefante continuo a sconfinare, sicuramente. Allo stesso tempo non voglio vivere questo periodo con vergogna, mantenere il silenzio stampa alla Lapo che sparisce dalla circolazione dopo aver incasinato la sua vita, riappare dopo mesi e si ricomincia come non fosse successo nulla. Raccontare questo viaggio per me è superficialmente un modo per ricordare la bellezza di questi posti e l’amore che mi fanno provare, vivo momenti che mi viene voglia di raccontare, in primis a chi ho lasciato a casa. Andando più in profondità, senza il blog su cui scrivere rimango più sola e questo periodo diventa molto grave e serio se non posso parlarne con un po’ di ironia. La gravitas la tengo per me, per non annoiarvi con introspezioni concentriche e perchè quelle sì che sono private. Io tra l’altro mi ritengo una persona piuttosto riservata nella vita, nonostante tenga un blog dove racconto i fatti miei a tutti parlo la metà di quanto scrivo. Sicuramente è difficile trovare il giusto equilibrio per gestire questo spazio con grazia; scrivo questa nota per ringraziare il mio amico che me lo ha ricordato- lui ora penserà con accento forlivese ma allora non hai capito un cazzo, avevo detto non spettacolarizzare e tu ci scrivi un post -, e per dire che anche se ne scrivo ridendo non c’è niente di epico nell’accaduto, non c’è fierezza da queste parti, ma se ve lo raccontassi per com’è ci verrebbe la depressione, e mi passerebbe la fame, e in Portogallo non si può non avere fame, credo lo dica la legge.

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25 comments

  1. Cara Awowa, è evidente che il tuo amico non legge i tuoi testi con la stessa intonazione con la quale tu li scrivi. Quello che fai lo trovo sano, produttivo e benefico.
    Di certo il silenzio evita imbarazzi, ma gli imbarazzi rivelano al mondo, e quindi a noi stessi, sfaccettature della nostra natura.
    Ecco perché mi ritrovo sempre a creare situazioni imbarazzanti nei momenti meno opportuni. Ad esempio: ho appena fatto la cacca, è da un po’ che non mi masturbo e sono sempre alla continua ricerca di consensi per colmare, affamandolo, il mio costante senso di inadeguatezza.

    • Caro Valerio, I tuoi commenti aprono sempre la porta sul tuo bagno e su mondi interessanti. Anche io cerco consenso, sará una roba da bilancia? E di senso di inadeguatezza ultimamente, uh! Quanto ne abbiamo in frigo. Il mio amico non è bacchettone e capisce il mio humour, magari mi vuole solo ricordare che non tutti gli viene da ridere e magari un low profile ogni tanto ci vuole. Io se non bloggo mi deprimo peró! Mica voglio davvero affrontare con raccoglimento il peso delle mie azioni… meglio parlare drl pranzo.

  2. Probabilmente il tuo e’ un buon amico, per essere riuscito a dirti ciò che pensava e che forse pensano anche in altri.
    Ma tu non sei una Kardashian e questo non e’ un reality, e’ il racconto di come affronti la tua vita e non devi rendere conto ai tuoi lettori.
    Un bacio grande :*

    • Molto buono. Vero che non devo rendere conto ai miei lettori, ma a chi altro è coinvolto, sì. Forse quello non va tralasciato, e ogni tanto coi miei modi da gallinaccia potrei aver scritto cose evitabili. Difficile non scrivere per chi legge, comunque!

  3. Penso che l’intenzione fosse buona, ma non si dovrebbe giudicare come uno decide di vivere/condividere le proprie emozioni, certo esternarle puó portare a critiche o giudizi come in questo caso, basta saperlo esserne consapevoli. Se aprirti qui o altrove ti fa stare bene o meglio continua a farlo

    • In realtá lui mi ha dato un consiglio privato e la sua opinione, conoscendo anche colin e pensando credo anche a lui. Anche io mi chiedo se sia il caso di scriverne, non farlo mi fa stare peggio quindi per ora ne scrivo. Grazie del commento 🙂

  4. “spettacolarizzare”
    non mi sembra che tu lo stia facendo… il tuo buon amico, a ragione e per fortuna che esistono amici del genere, ti ha fatto notare il suo punto di vista. ma spettacolarizzare, seriously? insomma, quello che tu vivi é reale, non é spettacolo. e la via che hai scelto per “manifestarlo” (forse avrei usato questa di parola, fossi stata io il tuo amico) é la via che più ti si addice, la via che ti fa’ sentire più libera e sollevata. Se non ti aiutasse, non lo faresti. Se non ne avessi voglia, nessuno ti obbligherebbe.

    le cose capitano nella vita, sta a noi aggiustare la prospettiva (ogni volta…) ed ognuno ha i propri metodi.

    Spettacolo sarebbe se tutto ciò che é successo da 4 mesi a questa parte (o più?) fosse stato particolarmente e specificatamente inscenato per scriverne dettagliatamente e con uno stile comico durante il tuo viaggio a Lisboa e non mi pare sia il caso!
    un abbraccio da Riga!

    • Silvy, grazie come sempre per I tuoi commenti 🙂 ricambio abbraccio subito. Se metti sotto I riflettori una cosa privata rischi di farla diventare un circo o qualcosa in esposizione. Suppongo il messaggio possa essere anche quello. Ora, comunque, vero che questo blog è bellissimo, ma dubito che la sua portata sia di ampio raggio. È più come fare le confidenze intorno al tavolo in cucina.

  5. I think is you way to express yourself. And this is not Grande fratello…hallo! As your friend, i take it with so much respect. The way you decide to hand everything about your feelings and developing of this history i general. Sei Brava Aurora!

    This is a kind of therapy….isnt? Why shoul noone tell you how do it…?

    Big Kuss!!

  6. Non c’è niente di più spettacolare dei pasteis de Belem e siccome sei partita da lì, tutto il resto è solo pieno di grazia. Ave, Riru. Un bacione.

  7. Credo che difficilmente chi legge I tuoi ultimi post possa pensare Uh guarda sta mattacchiona come se la spassa.
    O no?
    D’altronde, hai detto che andavi per cercare risposte. Il preambolo era chiaro, e i successivi capitoli sono immagini, non parole.

    • Grazie Lucy. Ti penso spesso. Quando ti ho scritto… chissá se uno il suo destino se lo fa o se è giá scritto. Magari ero riuscita a dargli un’occhiata in anteprima. Ti abbraccio.

  8. Oh Riru, ci manca solo che ti si dica come elaborare questa cosa. Sei stata in grado di fermare la Grande Macchina del Matrimonio perché pensavi fosse la cosa giusta, mica ti fara’ cambiare direzione di viaggio un amico pieno di buone intenzioni? 😉

  9. Credo che tu quella grazia di raccontare l’abbia sempre avuta. Per esempio hai detto poche parole su cosa effettivamente sia successo, per cui la tua riservatezza si percepisce e fa capire il tuo rispetti per chi e’ coinvolto.
    Ti ammiro.

  10. mi pare che il commento del tuo amico non tenga in considerazione il fatto che raccontare tutto risponda alla linea editoriale che hai dato al tuo blog dall’apertura. intendo: la decisione di pubblicare foto e racconti della tua vita privata è stata presa all’inizio e si è mantenuta nel tempo sempre uguale. da questo punto di vista il tema del singolo post non fa la differenza, direi.

  11. Riru una cosa sola..non smettere mai di scrivere mai mai mai…e a dirtelo e’kikona tua! Ti seguo e voglio continuare a farlo..io come tutti i tuoi lettori love love love

  12. Ma cara, la scrittura serve a questo, no? A raccontarsi agli altri perché gli altri possano identificarsi un po’ con noi. Il confine, a mio parere, è solo tra chi lo sa fare con garbo, come te, e chi no.

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