Mare, amore

Non so i vostri lunedì, ma nel mio oggi di bello c’è stato il mare. Sono partita dopo una colazione a base di pasta con la crema consigliata da un avventore sconosciuto che mi ha aiutato dopo avermi notata fissare le paste per cinque minuti, ero indecisa a quale dare il diritto di farmi ingrassare.

Quante colazioni fate voi? Io in Portogallo almeno due, e appena sono arrivata a Azenhas de Mar ho bevuto il secondo caffè. Forse lo faccio perchè baristi e camerieri sono i miei unici interlocutori,  consumando acquisto il mio diritto a scambiare due parole, chiedo direzioni, non ho mai voglia di parlare inglese in questo posto e li lascio dire cose in portoghese, capisco solo il senso concentrato,  è bello seguire piste vaghe e misteriose in cui perdersi, sette giorni e so solo dire buongiorno birra.

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Oggi è passato così, camminando da una spiaggia all’altra e scoprendo la marea – quelle cose che sai ma non intendi finchè le vedi mangiare la spiaggia centimetro dopo centimetro a forza di onde alte e spumose. Dello spiedino di gamberi e seppie che mi ha rubato un po’ di cuore non scrivo senno qui si trasforma nella prova del cuoco, a me infatti stanno venendo i capelli da Antonella Clerici.

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Il libro che sto leggendo è strano, l’ho scelto perchè era un thriller in cui distrarre i pensieri e non fa altro che parlare d’amore. Mi correggo, il Cosmo è strano, trova sempre il suo modo subdolo di dirmi le cose anche quando leggo per non ascoltare.

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