Destinazione mangio

Questa mattina ho salutato Lisbona e sono partita per Sintra, intermezzo alla città da cui posso raggiungere l’Oceano. Oggi è domenica e il pomeriggio è passato come quelli di quindici anni fa in Italia, quando tutto fuori è chiuso, sdraiata nella mia camera a leggere – Il caso Harry Quebert, se vi interessassero i dettagli. Mi sono avventurata fuori solo per mangiare veloce e fare un breve giro, Sintra mi ricorda Moneglia e la Liguria, saranno quegli alberi abbarbicati sui pendii.

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In questi giorni di Lisbona le mie mete avevano sempre il nome di un cibo, oggi per esempio mi sono raccontata che stavo andando al Castello ma la verità è che volevo andare a mangiare una pasta da The World needs Nata come mi aveva suggerito Elvi, cui devo gratitudine per mille altri consigli. In questo inseguimento di estasi alimentare mando un abbraccio ormai grasso a Alessandra che coi rissòis de camarão mi ha cambiato l’esistenza, anche se solo per cinque minuti. E a quel cameriere francese del Ginjinha da sè ad Alfama che mi ha guardato e detto in portoghese che aveva un ultimo dolcetto, e secondo lui dovevo mangiarlo. Non ho capito con le parole quello che mi stava dicendo ma sentivo che voleva condividere con me una cosa speciale del mondo. Mi sono fidata e a quel dolce ancora ci penso, era un boccone di felicità.

Ciao Lisbona, ci rivediamo giovedì.

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Questa sono io.
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9 comments

  1. la street art qua è considerata arte seria, c’è una marea di roba. visto vhils?
    vedo che sei nel mood giusto, allora ti dico che Sintra uguale travesseiros (e queijadas, che io non amo particolarmente).
    buon Oceano.

  2. qualcosa mi diceva che la ginjinha l’avresti trovata anche da sola, cara amica degli AA, e che non ci fosse bisogno di consigliartela 😀

  3. Lisbona mi era piaciuta ma Sintra mi aveva innamorata.
    Appena rientrata da tre giorni in Costa Azzurra che sono stati un tour de force, mi fai un sacco di invidia con queste notizie di calma dei sensi! Le cose me le cerco e poi me le regret-to.

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