Domande di dentro

In questi giorni ho una domanda dentro che si riflette nel Cosmo sotto diverse manifestazioni. Succede quando guardo Game of Thrones ed e’ chiaro che per regnare a lungo senza essere avvelenati o uccisi nel sonno bisogna essere sovrani saggi e giusti, ma anche fare paura. Solo con il bene non si sconfigge il male, o qualcosa del genere. A lavoro e’ un teorema che sperimento tutti i giorni: nel mio lavoro non puoi essere solo buono, giusto, sincero. Devi esserlo ma accompagnare le tue azioni con atteggiamenti scaltri per poter avere il controllo. In un modo o nell’altro credo si applichi a tanti lavori, dove c’e’ bisogno di mostrare autorita’, di nuovo usando in qualche modo la paura. Poi mi guardo e mi faccio la stessa domanda per l’amore. C’e’ bisogno sempre di un po’ di paura per far durare un amore oppure puo’ funzionare alimentato solo dalla dedizione? Parlo di un modo sano di spaventarsi, per ricordarsi di non darsi per scontato.

Forse sto diventando grande. O forse questo lavoro mi sta corrodendo l’anima.

Frankly, Mr. Shankly, this position I’ve held
It pays my way, and it corrodes my soul

passing place

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11 comments

  1. Il solo carburante della paura è l’ignoranza – intesa come non conoscenza, ignoto. Amore è secondo me il suo esatto opposto: la quintessenza di curiosità e stimolo alla continua conoscenza e tramite essa accettazione dell’essere nella sua interezza. L’unica condizione che permette ciò come coppia è naturalmente la reciprocità.
    Per questo sono convinto che l’amore vero è così raro: mette in discussione i propri preconcetti, idiosincrasie e quello che ognuno di noi suppone essere la propria stessa natura.
    Poi ovviamente ci sono i film guardati insieme spaparanzati sul divano.

    • Grazie per il commento Valerio. In effetti l’ignoranza c’entra. mettiamo in amore: non c’e’ bisogno di un po’ di paura dell’ignoto, ovvero di cosa potrebbe succedere se non ti impegni a preservare quello che hai? se dai per scontato perche’ ti affidi alla conoscenza e alla certezza dell’amore, non lo metti a rischio, perche’ non stai attento a proteggerlo? Noi sul divano litighiamo sempre, non c’e’ mai abbastanza spazio per entrambi 😉

      • Avevo scritto una bella risposta. Davvero. Piena di sentimento e di passione. Ma l’ho persa. Ci riprovo, con un po’ di ritardo.
        Il succo è che hai ragione, le certezze negano l’incanto. Nessuno si gode le esperienze come un bambino perché egli vive come se ogni cosa fosse magica e piena di mistero. Poi si cresce e si invecchia, e con la maturità si acquisiscono nozioni e la presunzione di conoscere le cose e di avere risposte alle domande. È una difesa ovviamente. Ignoriamo la nostra stessa ignoranza e, con l’illusione della conoscenza, scema la curiosità e ad essa si sostituisce la noia. Quando non prestiamo attenzione ci illudiamo di conoscere gli altri e la vita che ci scorre attorno quando non conosciamo davvero nemmeno noi stessi.
        Tutto è mistero in fondo ed è vero, il mistero può suscitare paura. Ma non viceversa, la paura non suscita il mistero. Sarebbe sufficiente ricordarsi ogni tanto della nostra profonda ignoranza e l’illusione lascerebbe spazio all’ignoto e alla magia che collega ogni cosa.
        Oppure puoi provare con il veleno al mattino e l’antidoto alla sera, si dice che le mogli giapponesi lo abbiano fatto per secoli.

      • Mi piace piu’ di tutto quando dici che la paura non puo’ suscitare il mistero. In ogni caso attenzione se vuoi sposarti un giorno, il rischio svalvolamento e’ dietro l’angolo !

  2. In amore penso basti un po’ di novità, non dare nulla per scontato, come hai detto tu, mi pare ottimo.
    La paura no, vorrei non ci fosse neppure sul lavoro, perché non è sano. Bisognerebbe fare ogni cosa per convinzione, non per paura, con essa non si ottiene mai una stabilità. Dico “bisognerebbe” perché so che purtroppo in troppi ambienti lavorativi non è così, ci sono passata… Ma visto che non ero “convinta” alla fine me ne sono andata.

  3. x noi e’ fondamentale la distanza, proprio quella che all inizio ha reso la nostra relazione tra praticante squattrinata e studente borsista quattrinato cosi’ logisticamente ardua attraverso l’europa: x i tipi di lavoro che ha avuto,che ha e che avra’, viaggera’ sempre tanto, e quando e’ via ci manchiamo e capiamo perche’ stiamo bene insieme, quando torna tendiamo a sfruttare davvero bene il tempo insieme,…se invece resta a casa per tanto, tipo 6-7 settimane di fila, iniziamo a perderci in litigate della profondita’ di un tappo del latte 😀

    • Sai che non ci avevo pensato… e’ vero, la distanza ci faceva bene, ci ha fatto un sacco bene nel passato, quando vivevamo in due paesi diversi. Adesso che da qualche anno siamo insieme, boh, e’ troppo facile!

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