Riscrivere un furto

Oggi e’ successa una cosa disdicevole: ero in giro con la mia mamma e quando siamo arrivate alla cassa e ha fatto per prendere il portafogli ha scoperto che glielo avevano rubato. A posteriori ci siamo rese conto che c’era una signora dall’aspetto sospetto che le ronzava intorno e deve avere approfittato della confusione per infilare le sue orride mani nella borsetta e sottrarre il portafogli.

Su tre volte che hanno sottratto il portafogli a mia mamma, due ero presente anche io, trasognata e inutile come al solito. Spero non le venga il sospetto che la serpe in seno sia proprio sua figlia, io sono innocente.

Oggi quando abbiamo lasciato il negozio e ci siamo avviate verso la banca, proprio fuori dalla cassa di risparmio abbiamo incrociato quella che sospettavo essere la ladra, o almeno una che le somigliava, insieme alla sua complice. L’ho fermata e le ho detto: “Sei tu che hai rubato il portafogli a mia mamma?!” Stranamente lei ha detto no con faccia corrucciata, mi ha anche fatto guardare nella borsa. A posteriori mi rendo conto che un passante innocente mi avrebbe detto “prendi medicine contro la pazzia e vai ad accusare qualcun altro”. E’ probabile che la signora fosse quindi colpevole, ma la non certezza e la mia natura cortese mi hanno impedito di frugare nella borsa di un presunto innocente fino a prova contraria.

E’ brutto quando succedono queste cose perche’ fanno sentire il derubato sbagliato e stupido, e poi ti ricordano che il mondo e’ un luogo orribile e pieno di ladri e crudelta’.

Voglio quindi ricordare alla mia mamma che il mondo e’ anche un luogo orribile, ma non solo, e che non si deve sentire male per l’accaduto.

Voglio anche cambiare la prospettiva e immaginare scenari diversi per far finire questa storia.

La commessa della Sisley ne ha usato uno: “spero che tutti i soldi che hanno rubato li usino in farmacia.” La dissenteria e’ la cura per ogni sete di vendetta.

La mia mamma resa splatter dall’incazzatura ne ha immaginato un altro: “vorrei aver avuto una di quelle belle trappole dentate, oppure quelle per topi, cosi’ la signora infila la mano e sgnack, le mozzano le dita”

Io ho creato una versione buonista: “Immagina che magari la signora a casa ha un figlio molto malato e che i tuoi soldi verranno usati per comprare le medicine e salvargli la vita (insieme al santino di padre Pio).”

Se avete dei finali che possiamo usare per riscrivere questa storia, se volete condividere storie in cui e’ capitato anche a voi oppure semplicemente insultare la ladra maledetta, la mia mamma vi legge qui sotto.

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27 comments

  1. this time no like… la mia mamma e’ stata derubata in piazza del palio mentre saliva in macchina dopo aver poggiato la borsa da vera lady sul sedile posteriore. una volta resasi conto dell’accaduto, ha abbandonato il veicolo ed ha rincorso il ladro gridando “Bastardo, bastardo!” Il ladro, impaurito, ha lasciato cadere la borsa a terra e si e’ tenuto il portafogli. il cruccio della mamma una volta a casa toccandosi le ginocchia indolenzite per lo scatto felino:”Elisa, pensa, l’avevo quasi acciuffato. immagina che figurone avrei fatto l’avessi preso…”
    Anche a me hanno rubato il portafogli ad Amman lo scorso settembre..dopo tutti questi precedenti, tua mamma, mia mamma e la sottoscritta la morale e’: i portafogli vengono sottratti alle donne piemontesi di eleganza e carisma raro (mi auto lodo)…Forza mamma di auroruccia!

    Commento di Elisuccia da Facebook ❤

  2. Presente!! Massima solidarietà, subire una violenza come può essere un furto lascia davvero l’amaro in bocca.
    Derubata malamente due volte: la prima a Bologna anni fa, mi rubarono tutti i soldi appena prelevati per pagare l’affitto; ingannandomi e approfittando della mia buona fede mi chiesero da accendere -fumavo ancora- mentre infilavano la mano veloce nella borsa da me appena aperta.
    Immagina lo sconforto quando mi resi conto di non avere piú in borsa un centesimo.
    La seconda tre anni e mezzo fa a Roma nel treno per Fiumicino ad altezza Magliana. Ancora peggio perche’ dovevo prendere l’aereo per tornare a Lisbona dopo essere stata in giro per l’Italia a discutere la tesi di dottorato e avevo tre mesi stressantissimi sul groppone che includevano tra le altre cose anche il trasloco in Portogallo in auto, la fine della tesi, il nuovo lavoro a Lisbona ecc. Mi scipparono la borsa dove avevo soldi, documenti, tutto. Gli ho urlato di ridarmi almeno i documenti per poter partire ma nulla. Son dovuta arrivare all’aeroporto e subire anche l’umiliazione della polizia locale…poi andare giu’ dai miei, rifare tutto e ripartire per Lisbona 3 giorni dopo. Un incubo.
    Ciao Riru’s mum, le sono solidale!!

  3. Ah però: che fegato Riru, che va ad affrontare i ladri faccia a faccia! Hai fatto bene, ora nel mio immaginario sei la nuova WonderWoman! Mamma di Riru: ora che si sparge la voce che Riru è la nuova paladina della giustizia non ci penserà più nessuno a deribarla… per sicurezza però la trappola per topi la metta lo stesso in borsa, giusto per vedere l’effetto che fa.

  4. A me avevano rubato la borsa in un Internet point, quando vivevo a Barcellona, e SOTTO I MIEI OCCHI. Non ho potuto fare NIENTE: chiavi di casa, i soldi dell’affitto appena ritirati, documenti e un libro. Le chiavi e i documenti li ho rifatti, i soldi per quel mese me li han prestati. Alla fin fine l’unica noia è stata l’attesa alla centrale della polizia e il dover attendere di tornare in Italia per ricomprare il libro: La lunga vita di Marianna Ucria, di Dacia Maraini. “Potevano almeno lasciarmi quello, l’avevo quasi finito!”, continuavo a ripetermi. Insomma, se son stati veloci e non hanno usato violenza, poco male. E poi secondo me aiuta guardarsi “My name is Earl”: il karma cattivo può anche indurre la stitichezza!

    • Mi piace questo mantra del libro. In effetti potevano lasciare almeno questo. Io qui confesso che moltissimi anni fa in una discoteca il tizio al camerino mi aveva fatto arrabbiare non so più per cosa e gli avevo sottratto il libro che stava leggendo e aveva lasciato lì! Una cosa terribile che ora non farei più!

  5. cara signora riru mont mater potrebbe anche fare una denuncia o contattare un criminologo che si apposti nel super mercato e controlli se dette cose si ripetono, per me il finale è metterli tutti in carcere con la castrazione totale per fimmene o ommini !

  6. Tempo fa passeggiavo sotto i portici di Piazza Vittorio a Roma, ad un certo punto un signore di mezza età, che stava per incrociarmi inciampa, io faccio per prenderlo e dargli una mano, lui si appoggia a me e mi ringrazia.. io pensavo tra me e me “oggi la buona azione l’ho fatta..” salvo rendermi conto qualche secondo dopo che non avevo più il telefonino nella giacca.. e per me è uno strumento di lavoro.. Il tizio si era ovviamente dileguato.. mi sono veramente sentito un cretino, per non dire altro.. gli accidenti glieli ho tirati tutti, compresi quelli delle medicine e della dissenteria.. ne avrei anche un altro ma sono educato.. usate la fantasia, ma non è difficile..
    Comunque penso che la crisi che stiamo passando qui in Italia abbia peggiorato le cose..
    Un abbraccio di conforto alla Mamma..

    • Che storia Paolo! Grazie per averla lasciata, é molto apprezzato. Certo che a fregare il cellulare dalla giacca, un vero manolesta vecchio stile, quasi un ladro gentiluomo (sicuramente tra gli insulti che gli hai lanciato)

  7. Cara Riru-mamma, sono fresca di furto di bicicletta (uno dei dolori più acuti in termini di oggetti rubati). Posso suggerirle una formula liberatoria tipo questa che ho usato io per me: “A chi ha rubato la mia bicicletta auguro di cadere nel Po, essere morso dai topi (in moltitudini) e contrarre una leptospirosi severa, ma non mortale.” Senza nemmeno sentirsi troppo in colpa, quindi, dopo averla pronunciata.

    • Badev, grazie del commento! Speriamo il ladro di bici e quello di portafogli si trovino in una versione splatter di ratatouille, dove prendono la malattia che dici tu. Che non vado a cercare su google per terrore di vedere immagini raccapriccianti!

  8. dai miei sono andati direttamente a rubare in casa, anni fa. si sono portati via qualunque ricordo, qualunque piccola catenina avesse valore sentimentale, comprese quelle dei battesimi, compreso l’orologio di mio nonno che mia madre conservava con amore da 40 anni.
    A me è capitato una volta un tentato scippo da uno scooter, ho avuto una fortuna incredibile perché s’è rotta la tracolla della borsa e quindi non solo non l’hanno presa ma non mi hanno nemmeno tirata a terra. Un’altra volta, due marocchini mi hanno avvicinata per strada e mi hanno chiesto indicazioni per la stazione, mentre mi giravo per indicare la strada al primo, con la coda dell’occhio ho visto il secondo che provava ad infilarmi una mano nella borsa.
    Con la calma e la finezza che mi contraddistinguono gli ho urlato:
    “Ma allora sei proprio stronzo!!”.
    Sono corsi via.

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