In conference call

Mattina, telefonata di lavoro. Sono in collegamento col capo, l’agenzia di pubblicita’ e il nostro PR, loro si trovano tutti insieme in Italia mentre io partecipo alla call dal mio ufficio in Scozia.

In attesa del teletrasporto queste conferenze a distanza sono occorrenza quotidiana, parlo spesso coi colleghi dalle altre parti del mondo in un intrico di accenti delizioso, quando tocca a me dico chi sono ma i colleghi mi spiegano che non ce n’e bisogno, basta che dica HI e sanno gia’ di chi si tratta, le mie parole hanno la coda.

Nella call di oggi siamo tutti italiani, si parla di marketing. Sto spiegando di cosa abbiamo bisogno all’agenzia, parlo ma non sento riscontro. Sono normali anche questi vuoti, a volte non sai se e’ il silenzio assorto di chi ti ascolta oppure quello muto di chi e’ caduto dalla linea. Guardo il telefono e vedo una luce rossa, chissa’ da quanto sto parlando da sola? La perdita di interlocutori mi spazientisce e smarrisco il mio usuale aplomb, dalle viscere del mio Io emerge un’esclamazione colorita,

Ma st* c***o.

Il silenzio dall’altro capo del filo si popola, sento il mio capo che risponde,

Ma buongiorno.

mont conference call

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16 comments

  1. Devi trovare una parola mantra da ripetere in questi momenti, che non sia offensiva ma che ti permetta di scaricare la tua furia tecnologicida …
    visto che ti piacciono le espressioni a tre parole, potrebbe essere qualcosa tipo:
    ma sto coriandolo
    ma sto cavallo
    ma sto casper
    ma sto compost …

    insomma, ripetile allo specchio, fanne tua una …

  2. Ahahah capita, dai. Si spera che anche il capo sia un essere umano. Digli che sei rimasta legata al sacramentare in italiano come al pesto importato a ogni visita della famiglia… é importante per la tua identitá culturale!

  3. Ahahah! Capita … È capitato ad una mia vicina anziana qualche anni fa alle prese con la segreteria telefonica, non avendo capito come si registravano i messaggi, la sua segreteria partiva con un colorito “mavaffan…!”

    • renditi conto che alla medie, quindi ormai piu’ di 15 anni fa, la mia migliore amica aveva coniato il termine rirulite, per descrivere la sindrome febbrile che ti rincoglionisce e fa anche accadere queste cose.

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