Riru in Mont-ecarlo

L’anacronismo (dal greco ἀνά “contro, all’indietro” e χρὁνος “tempo”) è una situazione in cui appaiono oggetti o personaggi che, per ragioni storiche e cronologiche, non sarebbero potuti comparire. Un anacronismo è dunque un fatto o un oggetto apparentemente avulso dal proprio contesto temporale.

Wikipedia ha spiegato in parole quello che io esprimo da alcune ore con la forza delle mie sopracciglia: oggi sono a Montecarlo.

Tutto e’ iniziato questa mattina quando ho chiesto a un taxi di venirmi a prendere davanti al Lidl in Vicky Road per portarmi all’aeroporto. Ho scelto quel luogo poco distante da casa perche’ dovevo prendere il denaro per pagare il taxi, Colin dice sempre che i taxisti odiano chi li fa fermare durante la corsa per prelevare e quindi ho pensato di farlo prima.

Le cose vanno sempre diverse nella realta’, piu’ io progetto e piu’ loro si scatafasciano: sono arrivata al bancomat con il taxi che gia’ mi aspettava nel parcheggio di Lidl, ho cercato il portafogli nella borsa e realizzato che non lo avevo con me. Il taxista ha dovuto riportarmi a casa, aspettarmi sotto, portarmi a un bancomat e aspettare ancora un po’.

Alla fine del mio piano perfettamente fallito sono arrivata all’aeroporto sudata come un cavallo e giusto in tempo per salire sull’aereo e leggere il messaggio del mio collega che mi scriveva “where are you?”.

sky from the plane

Certo e’ che ora sono a Montecarlo, dove tutto e’ molto lussuoso e io guardo fuori e vedo il promontorio sul mare bagnato dalla pioggia che a quanto dicono durera’ da oggi a domenica, giorno del nostro ritorno. Noi sabato andremo a un rally e mi chiedo se sara’ come una spa, dove gli osservatori verranno ricoperti da sgommate di fango benefiche per la pelle del viso.

Oggi pomeriggio sono riuscita a volatilizzarmi e andare a bere una felice birra con gli amici Pastro e Gio’ nel centro commerciale di Monaco, quasi come il Borgo di Asti, dove c’e’ il negozio di Pomellato che fa i capponi d’oro (per qualche ragione il cappone me lo immagino avere le fattezze di un Dodo).

Ho pagato 13 euro per un caffe’ e un cappuccino e ogni volta che parlo in francese le genti mi rispondono in italiano, ma sono contenta perche’ in queste occasioni mi ricordo che questo lavoro mi piace e so farlo ogni giorno di piu’.

Sempre se riesco ad arrivare a destinazione.

montecarlo

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20 comments

  1. Brava Riru, dopo tutta sta montagna un po’ di mare ci andava! Salutami il Pastro e consorte e sappi che ho smesso di pianificare e progettare persino io, che come ben sai, ambivo a vivere nell’ordine cosmico…

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