Le regole del bilanciamont

Ieri seguivo col disinteresse della distanza la disputa di alcuni parlamentari che forse non vogliono restituire parte dello stipendio nonostante forse avessero promesso di farlo. Nel mio cervello di balle di fieno rotolanti questo evento si è stagliato come un palo della luce, collegandosi con altre riflessioni occasionali che facevo in questi giorni.

Ero in ufficio che scrivevo un biglietto per un’amica, ho aperto lo sportello della cancelleria alla ricerca di una busta. Mentre frugavo come un castoro per trovarne una della dimensione giusta mi sono posta il problema se fosse corretto usare una busta dell’ufficio per le mie cose private, lasciandomi senza risposta chiara ma con una busta in mano. In ufficio c’è una cassetta delle lettere: avrei potuto imbucare la lettera senza francobollo, così sarebbe stata affrancata come posta prioritaria come per convenzione con la nostra posta. Alla fine ci ho appiccicato uno dei miei francobolli di settima classe, così infimi che le lettere sono probabilmente portate a mano. Tra l’altro stavo spedendo un assegno, non è stata una scelta facile.

Quando lavoravo a Berlino in un Imbiss-Buden e facevo hamburger e patatine fritte – se volete saperne di più possiamo creare uno spin-off – la mia amica Marta veniva spesso a trovarmi per mangiare cheeseburgers e patatine con la maionese. Non ricordo nei dettagli, forse mi ero scusata per non poterle regalare il panino o forse glielo avevo offerto – fatto sta che lei mi dice: beh, non è mica tuo!

Vero, non era mio quel panino, né la busta. Il fatto di lavorare in un posto non ti dà il diritto di usufruire delle risorse come una pulce in un divano di pelo. Qual è la differenza tra me che regalo a Marta una porzione di patatine e il politico che usa il jet per andare a fare la spesa? Per risolvere le incongruenze di questo ragionamento che come tutti i miei ragionamenti si basa sull’annoiarsi appena fatta partire un’idea, dopo aver usato la busta mi sono fermata a lavoro oltre l’orario, per correggere lo sbilanciamento. E così faccio se uso il telefono per chiamare una volta casa. Mi piace questo metodo per ricreare l’equilibrio, si addice al mio segno zodiacale.

Santa Mont
Santa Mont

Saluti da Santa Mont!

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26 comments

    • Io credo anche molto nell’esempio, quando di certi comportamenti non ne senti mai parlare ti dimentichi perfino che siano possibili. Voglio instillare cambiamento tramite esempio Lucy!

      • Mi piace davvero questa frase “Voglio instillare cambiamento tramite esempio Lucy!” è proprio vero a volte ci dimentichiamo perfino che certe cose siano possibili e l’esempio è il maggior incentivo 🙂

  1. Oddio, ho 382 ore extra al lavoro chenon mi verranno pagate … Che dici, che mi prendo in cambio? La tecnica del bilamciamont non mi pare male, ci sarebbe da aprire un bel dibattito interculturale … Questo fra l’altro è proprio il tema della mia lezione di martedì, vedremo che ne pensano gli spagnoli …

  2. Il tuo segno zodiacale sa che tutto ciò ha un nome e un cognome?
    Appropriazione Indebita… e in Italia rischieresti fino a 3 anni, qui spera siano di meno vista la qualità delle arance 🙂
    Il tuo riequilibrio verrà considerato un’attenuante. Non ti rimane che candidarti alle prossime elezioni!
    Paura eh?

  3. Ti ho veramente risposto così?!? Se me lo richiedesi oggi forse ti direi “ok, rubiamone due, così, tanto per fare un dispetto ai tedeschi!” …. Conoscendoci poi saremmo rimaste a pulire l’unto, però! Mi piacciono le tue azioni bilanciate, bilanciano anche i tuoi pazzi pensieri! PS: scrivo ora da una panineria super organic&healthy di San Francisco.. Morirei per uno di quei vecchi hamburger!

    • Marta, che bello era vederti arrivare, quando l’Unto del mio naso non rifletteva la luce accecandomi, e prepararti un chesburger indimenticabile con sette etti di patatine e maio. È insieme condividere un po’ di pazzi pensieri. Diserta il bio burger, torniamo a Berlino!

  4. Io ho sempre pensato al mio luogo di lavoro come a uqalcosa da abbellire con il mio contributo, non ho mai preso niente ma solo dato: se non fosse per le risorse personali di tante insegnanti penso che la scuola pubblica italiana avrebbe chiuso da un pezzo.
    Poi ci dicono ancora che stiamo a casa 3 mesi!!! E tutti gli straordinari non pagati?? E i sussidi tecnologici che dobbiamo portarci da casa??? E tutto il materiale didattico che dobbiamo procurare anche per gli alunni più distratti/ trascurati???
    Io sono assolutamente in credito con la mia scuola-azienda…e non saprei proprio che prendermi in cambio…anche perchè l’unica cosa che riporterebbe equilibrio è che tutti i lavoratori si comportassero onestamente!
    Apprezzo il tuo bilanciamont!!

    • È solo che è così naturale pensare tipo ‘mi stampò la carta di imbarco’, ‘mi fotocopio il documento che mi serve’, non sembra neanche di fare una cosa scorretta sopratutto se è piccola. Ma immagina il politico che può approfittare di cose più grandi. Come faccio a cazziarlo se io per prima arraffo? Bilanciamont per tutti!

  5. attenta a non perdere il controllo: sono quasi certa che Dante abbia iniziato con un’idea di bilanciamento simile per poi finire a far bruciare mezzo mondo all’inferno per la legge del contrappasso

    • Un comportamento esemplare su mille sviste. Ma davvero mi viene da bilanciare se un giorno non produco tanto, con il fermarsi di più un’altra volta. Solo il dipendente ideale!

  6. ahahhahaha va beh, santa Riru, mi hai fatto tornare in mente una cosa che mi aveva raccontato un amico del periodo in cui lavorava presso una grossa azienda in Finlandia. L’azienda era in ritardo con il pagamento di un centinaio di ore di straordinario e lui aveva chiesto consiglio a un avvocato. Tra le varie cose, gli aveva detto anche questo: se sei stato assunto direttamente dall’azienda, puoi portarti via delle cose dall’ufficio e magari rivenderle. Quando se ne accorgono, non vai incontro a nessuna penale, perché il fatto che siano in ritardo nei pagamenti significa che sono loro ad essere in torto – anzi: il fatto che tu ti sia appropriato di qualcosa denota il tuo stress per questa situazione e per loro è un’aggravante. Se invece non sei stato direttamente assunto da loro ma da un’agenzia interinale, devi rimborsarli e pagare una multa. Mi è rimasto molto impresso.

    • interessante, anche io me ne ricordero’ di questa storia intrigante. cento ore di straordinario: io arrivo con cacciavite e van man e smonto le porte e porto via la scrivania. Che nervoso avra’ provato il tuo amico.

    • beh spicy, bisogna ammettere che tu sei molto bilancia, dai e prendi con grande equilibrio. o forse aspetta, dall”ultimo post mi sa che hai preso troppo! giggle giggle giggle 😀

  7. Secondo me la differenza sta non nel principio (che e’ sempre lo stesso: non si ruba) ma nel senso delle proporzioni e nel danno/beneficio arrecato: se fai una fotocopia quanto pesa sul bilancio dell’uffiocio rispetto al tempo che ti costa andare a farla fuori? Se l’ufficio ha un contratto con le poste per un certo volume di corrispondenza gia’ pagato, la tua lettera non fa differenza, un pacco di 10 KG da spedire si’…

    • oggi guardavo nello sportello delle buste e ho pensato al tuo commento. vero. solo che se tutti usufruissero del servizio postale dell’ufficio finirebbe con l’incidere. sono cose con confini poco chiari che se lasci all’arbitrio finiscono nello sfacielo (vedi mia mamma che mi fotocopia interi libri dall’ufficio statale durante il liceo)

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