Un matrimonio Brit

Amore io non lo so dire: una parola un po’ patacca, luccica coccio di bottiglia. Per questo lo racconto ma senza dargli il nome, lo chiamo anzi aroma, che mi piace di piu’ e aiuta quelli che gli viene un po’ il diabete a leggere ste cose.

Arriva a marzo dopo un inverno che non ha unito nessun cuore, un giorno bello di molto aroma. Finisco presto di lavorare, cosa mi metto? cerco un vestito e poi partiamo con mille scarpe verso il castello di Fintrey.

In viaggio ci ritroviamo il sole ma io da esperta di clima ambigui so che domani e’ un altro giorno, cosa succede non si sa mai.

the journey to fintrey
the journey to fintrey

Conosco anche questa nazione e cosa e’ comune fare: parcheggiamo e andiamo dritti al bar dentro il castello, tempo di abbracci e per me una pint. Il matrimonio sara’ domani, questa e’ la sera del giorno prima, quando si e’ ancora due fidanzati riuniti insieme agli amici al pub.

the confort of friends and pubs
the confort of friends and pubs

E’ un matrimonio conciliatore che unisce i pezzi di questo Regno: inglese lei, scozzese lui, di tutto il mondo siamo noi intorno. Anche questa e’ una cerimonia umanista, che ogni volta cambia secondo i desideri degli sposi. Cheeser e Sarah hanno scalato ghiacciai, fatto maratone e lui stamattina prima di sposarsi e’ andato a farsi una corsetta. I loro anelli sono tenuti insieme da un gancio da scalatore, nel loro rito lo facciamo passare di mano in mano esprimendo un augurio per gli sposi. Io che sono social media strategist dell’evento scatto una foto invece di esprimere un desiderio, contando sulla bellezza di quelli altrui. E poi c’e anche Colin che legge una poesia, perche’ con il suo accento fa capire alle orecchie di tutti questi inglesi come può essere bella un’inflessione.

The Vows
The Vows

Cheeser e Sarah si sono conosciuti a Londra, quando lei cercava casa e lui un coinquilino: lei non ha ottenuto la stanza ma lui le ha scritto per invitarla a bere qualcosa. Bello che l’aroma trovi tanti modi per incominciarsi e prendersi spazio, dentro in un annuncio come un sotterfugio.

E adesso hanno promesso di diventare uno, sono marito e moglie, si sente grande aroma. La neve copre tutto di fiocchi giganteschi, suona la cornamusa, la bellezza ci circonda.

sposi
sposi

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A cena mangiamo benissimo, haggis, salmone, sticky toffee pudding. Vicino al tavolo c’è un albero cui appendere desideri per Cheeser e Sarah, e il mio consiglio per loro viene da una poesia che amo molto, perchè la felicitá è sempre lontana dal lavandino.
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E adesso, let’s dance.

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31 comments

  1. Ecco, Riru, anche io vorrei mettere un annuncio per trovare un coiquilino e trovarmi uno scozzese per marito invece di tutte ‘sti matti che si susseguono a casa mia!

  2. …io ho i calzini simili ai tuoi (o a quelli di Colin..dipende da chi appartengono quei piedi!), ma con il panda!! ……..buono lo sticky toffee pudding, ci stavo pensando proprio ieri!! Bello il matrimonio e le tue parole. ..e l’accento di Colin, che immagino sia simile a quello di Neil Oliver, mi piace tanto quando presenta “Coast”! Lo guardo quasi solo per sentire come parla! 🙂

  3. Questa volta, oltre alle foto, avrei voluto anche un sonoro, giusto per sentir parlare Colin con l’accento.
    (Magari un sera lo chiamo, se mi permetti.)

  4. Sai Riru che la parola “amore” non fa veire più il diabete nemmeno a me… Ho spazzato via un po’ di cinismo ultimamente, ma non mi è chiaro il perchè… Mosso è preoccupata che io non stia bene, dice che sono diventata affettuosa e non è normale… Intanto lei si dimentica del viaggio che mi ha regalato e per poco mi fa partire da sola… Siamo ormai una vecchia coppia alla frutta… I voli per Edimburgo costano ancora troppo per il portafoglio della giovane Valter, ma abbi fede, arriveremo quando meno te lo aspetti… Un po’ come l’AROMA! 😉

  5. Mi stra piace! Vorrei risposarmi , sempre con carlo ovviamente , solo x leggere i tuoi pensieri e vedere il mio giorno con i tuoi occhi, sei fantastica!

  6. Che matrimoni ganzi che fate lassù, anche senza maniche sotto la neve!
    Tu sempre supervestita.
    Oh, ma dimmi…è vero che sotto il kilt…niente?

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