A wee Glasgow guide

Ogni tanto la sento chiamare Klaskof, altre volte si trasforma in Glazgo. In ogni caso, oggi si parla di Glasgow.

Glasgow non la dimentica il mondo: qualche mese fa e’ venuto Brad Pitt per girare un film , e tra poco arriveranno anche Nikki e DJ Aladyn di Deejay TV. Mentre Brad Pitt e’ andato in incognito a mangiare nel ristorante piu’ caro di Glasgow, loro andranno in giro per la citta’ in abiti civili e parleranno con la gente, per scoprire tutti gli anfratti piu’ veri e inediti di questo posto. Il video, insieme a quelli delle altre citta’ europee che visiteranno quest’anno per il programma Shuffolato, si trovera’ poi qui, a questo link.

Mentre aspetto di vedere cosa scopriranno loro di Glasgow, ho pensato alle cose che mostrerei io.

Glasgow non e’ senza la musica. Un sacco di bar hanno uno scantinato umido, un solaio basso, una stanza segreta dove a un certo punto della settimana suonano live e fanno concerti. In tutti o quasi si mangia anche. Questi sono quelli che mi sono venuti in mente:

Blackfriars, in Merchant city. Un pub storico, jazz al piano di sopra, musica elettronica a quello di sotto.

Mono , in Merchant city. Qui hanno la loro brewery interna dove fanno la birra. Si mangia vegano e accanto ci sono un paio di negozi vintage molto scenici.

13th Note , in Merchant city, vicino a Mono. Qui si mangia vegetariano.

Nicensleazy , in centro. Se non ti sei ubriacato almeno una volta da Sleasy, non sei di Glasgow.

The Butterfly and the Pig , in centro. Molto grazioso e berlinese, con piatti spaiati e divani un po’ sfondati. E al piano di sopra c’e’ un posto chiamato The Tea Room, dove fanno torte buonissime.

King Tut’s , in centro. La leggenda dice che gli Oasis sono stati scoperti qui.

Stereo , in centro. Anche qui si mangia vegano. A due passi dalla stazione centrale, e’ facile finirci il sabato sera.

E visto che siamo nel Regno, se dici Glasgow dici anche pub. A me piacciono quelli un po’ marci, con i locals al bancone e dove il turista non mette il piede. Il mio preferito in centro e’ l’Horseshoe, con Karaoke al piano di sopra, proprio dove ci sono i bagni delle ragazze, e ad ogni pipi’ e’ uno spettacolo. Il luogo antagonista e’ il Babbity Bowster, un pub piccoletto e molto caratteristico, dove fanno una Cullen Skink, tipica zuppa di pesce cremosa, buonissima, e c’e’ musica scozzese dal vivo nel fine settimana. Questi due posti rappresentano bene l’identita’ di Glasgow, tra marciume e tradizione, karaoke e violini.

Per chi va a ballare la sera, mentre io gioco a Scarabeo, ci sono il Subclub, che e’ un posto figo, e poi il Garage, che e’ un posto dove sei andato sicuramente se hai fatto l’Universita’ a Glasgow, e che ti accoglie con il muso di un Tir che esce dal muro. La classe.

Dopo la serata in discoteca un certo spettacolo lo offre Sauchiehall street, strada di locali e club. Dopo il pub o la discoteca bisogna andare dal chippy, luogo versatile e salvifico al termine di una serata di alcol, e c’e chi mangia fish&chips, chi pizza, kebab o chips&cheese, per fare bei sogni. La brioche, non c’e’.

Per redimersi con l’arte, bisogna visitare la School of Art, per scoprire tutto dell’artista piu’ famoso di Glasgow e i suoi mobili molto riconoscibili, Charles Rennie Mackintosh. Un altro posto bello e’ il Transport Museum, dove hanno ricreato una stradina di Glasgow di inizio ‘900, e la passeggiata sul fiume per arrivarci, in una zona che e’ tutta nuova, Glasgow in ristrutturazione.

Poi vale sempre fare un salto fino al West End, dove c’e’ l’universita’, e per chi ha Palazzo Nuovo in mente puo’ fare un certo effetto, perche’ e’ bellissima. In questa zona si trova anche Ashton Lane, una strada da copertina, fatta di lucine e ciottoli, a very cosy place. Giu’ di la’ ci sono tanti negozietti vintage, di dischi, abiti e cianfrusaglie, dove e’ sempre bello girare nei sabati che piove, in compagnia di un amico. Tra Byres Road e Great Western Road si puo’ fare poi pranzo, che ci sono tanti posti, ed ogni giorno ne apre uno nuovo. Se vi spingete fino a Dunbarton Road c’e Velvet Elvis, dove fanno degli hamburger fantastici. E il ketchup fatto in casa.

Prima di ripartire, un salto a Pollock Park a vedere le mucche delle Highlands. Se vedete una che corre con l’espressione mentecatta di chi non sa piu’ dove ha parcheggiato la macchina, quella sono io. Salutatemi pure.

E non tornate a casa senza sapere qualcosa in piu’ sui seguenti argomenti:

– L’Haggis
– L’Irn Bru
– Cosa ne pensano dell’Indipendenza scozzese
– Perche’ a Royal Exchange Square, sulla statua del Duca di Wellington a cavallo, ogni giorno compare un cono del traffico.

Humour Glasweegian
Humour Glasweegian
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14 comments

  1. Riru, lo so che hai pensato a me inconsciamente quando hai scritto dei posti vegani, e quindi dobbiamo per forza forzissima andarci insieme quando vengo fra due settimane … a Mono ci sono già stata, il 13th note sarà solo vegetariano o avranno anche roba vegana???

  2. Che forza! E quanti locali vegani! Insomma Cecilia, Glasgow è migliorata nel tempo!!!
    Tra i locali di cui parli sono stata solo al Blackfriars, dovrò rifarmi.
    Qual è il ristorante dov’è stato Brad?

  3. ..Riru, con le tue descrizioni, mi è sembrato quasi di essere stata lì durante la lettura!! Spero un giorno di riuscire a visitare la Scozia ed ovviamente, fare un salto a Glasgow a salutare Riru!!

    p.s. se un giorno decidessi di scrivere un libro nel quale racchiudi tutti questi post, sappi che una che lo compra c’è di sicuro! 😉

    Un abbraccio!!
    Simona (Sarlen)

  4. Awww Simo,questo e’ uno dei comments piu belli che abbia ricevuto!ti ringrazio molto e sono contenta tu abbia scritto da qui.vi aspetto in glasgow che andiamo insieme nei pubs marcioni,tanto mi pare di capire che la birra non la disdegnate.lots of riru mont lov!

  5. Mi hai fatto proprio venire voglia di venire a Glasgow!! Mi piace come tu apprezzi anche “il marcio” della città!! …quando verrò, mi piacerebbe averti come guida personale, ti prenoto già da ora!! 🙂

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