Una domenica da emigrato

Vivo in un’altra nazione, mi cambiano le definizioni.

Per esempio io qui sono un emigrato, vivo lontano dalla patria, mi definisce questa parola gargarismo. Sarebbe molto più bello poter essere un emigatto, che si acciambella in una nuova dimora, esportando domesticità.

Emigrata mi fanno sentire ogni tanto i clienti, inaspriti dal mio accento, che mi immaginano arrivata da qualche infima palude mediorientale, o dalla steppa lituana.

Emigrata mi fa sentire la macchinetta delle schifezze a lavoro, che mi propone le crisps Golden Wonder in sei diversi gusti asdrubali: patatine al curry tibetano, all’unto del rosticciere, all’anatroccolo agrodolce cinese, tutte cose che mi disturbano seriamente, sopratutto perché io vorrei dei cracker salati Doria oppure una schiacciatina al rosmarino, come fanno le macchinette in italia, senza questi sapori che ti assaltano lo stomaco e si bloccano nelle intersezioni tra una papilla e l’altra, e non li dimentichi mai più. Alla Kinder Fetta al Latte e i biscotti di meliga qui si contrappongono lingotti di cioccolato con un tunnel carpale di caramello fuso, striature di miele e architettura interna di cuore di alveare (non so voi come lo tradurreste honeycomb centre), oppure i tipici biscotti scozzesi, ricavati da un panetto di burro e una sporta di zucchero cadauno. Lo snack pomeridiano diventa incontro con la morte per diabete o infarto coronarico.

Emigrata mi fa sentire la domenica, quando la mamma è lontana, e non può prepararmi il pranzo.

E allora questa domenica di Scozia noi facciamo l’Italia.

L’Italia è una nazione basata su farina, acqua, un uovo e un goccio d’olio. La mia famiglia aggiunge il latte alla ricetta e così facciamo noi da qui, per tradizione dal 2012. Ci hanno regalato una macchina per la pasta ‘Imperia’gli zii di Colin, Maeve e Jim, per darci il benvenuto in questa nuova casa, in questa nuova vita.

Col gingillo
Col gingillo

La mamma a casa fa dei ravioli ripieni di santità, con la robiola e un po’ di noce moscata, la pasta sottile che avvolge il ripieno come un cappottino. A Glasgow la robiola da Morrison non ce l’avevano, tutti i ripiani occupati da cheddar cheese. Allora li abbiamo trasformati in ravioli al formaggio di capra. Un litro di burro fuso, ed è subito casa.

rising raviolo
rising raviolo

Il lunedì con la pasta avanzata abbiamo fatto le tagliatelle. Le ho mangiate per pranzo a lavoro, tra i miei colleghi divoratori di zuppa Heinz in lattina e panini al formaggio, ripieni di patatine Golden Wonder. Io lo so che non sono credibile, ma è davvero vero.

angolino d' Italia in casa mia
angolino d’ Italia in casa mia

Una bella domenica da emigatto.

home is where the heart is
home is where the heart is
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37 comments

  1. Quanto ti capisco, cara Riru ! Beh io sono in Italia da tanti anni, lo sai, e meno male mangio il 90 % “all’italiana” … ma il giretto in Svizzera una volta al mese non me lo toglie nessuno: qualche rivista tedesca, il pane, la Leberwurst e la Fleischwurst, i Paprikachips… non cucino quasi mai alla tedesca, solo le polpette della mamma, le Frikadellen, per tanti anni non c’ho nemmeno provato per paura che non erano come quelle della mamma, invece erano più buone le mie ed adesso le faccio anche per gli amici. Però fondamentalmente oggi potrei forse fare a meno dei prodotti tedeschi … ma non di quelli italiani. Un caro saluto da emigrata a emigrata !

  2. aaaah! mi hai ricordato i nostri tentativi moscoviti di pizza fatta in casa! ingredienti: pongo rosso spacciato per salsa di pomodoro, mozzarella con nome sgrammatico e verdure dalla dubbia provenienza transgenica. però che sapore di casa! 🙂

  3. eh eh anche io mi rendo conto che sono piu’ italiana qui che se fossi rimasta giu’..ieri sera qua a tavola eravamo in 3 cresciuti a torino + il senator che a torino ci ha fatto lo studente e tutti e 4 ci compativamo per la nostalgia da stracchino, l’alimento introvabile all’estero per eccellenza….

  4. Bello essere un emigatto, d’ora in poi penserò un po’ a me in questi temini: esportatrice di domesticità.
    Grazie per inventare tutte queste nuove definizioni!

  5. Oh se hai ragione.. E’ che sti anglosassoni devono mettere seasoning da tutte le parti. Non sai che impresa trovare delle patatine surgelate NORMALI. NIente. C’e’ sempre qualcos’altro aggiunto. Ufffffffffff.
    E lo stracchino… vero!! Ma qui langue pure la mozzarella buona.

  6. Che tasto che sei andata a toccare.
    Le schiacciatine al rosmarino delle macchinette… aggiungerei i tarallini all’olio di oliva… o l’espresso alto un centimetro che a mezza mattina, in 5 secondi, ti trasforma in un altra persona. Meglio che mi fermo.
    Il negozietto sotto casa sarà di circa 15 metri quadrati, metà dei quali sono dedicati alle chips, dai gusti e forme impensabili e ovviamente nessun tipo “solo salato”, nell’altra metà vende giornali, cartoline di auguri, medicine, latte, detersivi, cibo per animali, a questo punto mi vien da dire anche scarpe anche se non le ho viste a dire il vero.
    Prima di venire qui ero curioso di conoscere la cucina scozzese che non conoscevo e ho scoperto invece quello che davo per scontato, che in Italia abbiamo un’offerta alimentare che non ha paragoni per qualità, diversità e salubrità, c’è poco da fare, ed è per questo che l’italiano soffre quando si trova all’estero all’ora di pranzo.
    Oggi ho visto un collega aprire un panino, imburrarlo, e svuotarci sopra una lattina di fagioli… mi piace meravigliarmi e non essere ancora abituato a certe cose. Questi però poi sono quelli che su Trip Advisor vanno a recensire i ristoranti. Ma non mi fregano più 🙂
    Finchè sei oltr’alpe come turista o stai qualche giorno per lavoro non ti rendi bene conto ma quando ci vivi viene fuori la verità. Purtroppo ci sono altri luoghi comuni che ci contraddistinguono e offuscano ciò che c’è di eccellente. Siamo bravi a fare tante cose, alcune meglio di altri ma purtroppo siamo anche bravi a farci del male.
    Complimenti per i ravioli e le tagliatelle, spettacolari, quella macchina ce l’ha pure mia madre, quante girate con quella manovella…

  7. Ogni tanto mi sento così anche io. Quando la mia lingua si attorciglia e non riesce a pronunciare l’inglese bene e sento il mio accento italiano più forse di quello che sentono gli altri (..forse!!). E anche a me manca la mia famiglia, soprattutto nei fine settimana!! Anche io cerco la schiacciata, ma al supermercato…ma i biscotti di meliga devi spiegarmi cosa sono, perchè non li ho mai mangiati!! 🙂 Una volta dobbiamo incontrarci, e lasciare Colin e John preparare la pasta (anche John ha una macchina Imperia, che si è comprato in Italia!!). A casa mia non l’abbiamo mai fatta, quindi a volte lui mi sembra più italiano di me!!

  8. Oh … la macchina per la pasta fresca, che ricordi !! Quando ero piccola mia madre la usava spessissimo ❗ Qui non potrei perchè non c’è spazio 😕 ah si forse potrei poggiarla sopra il termosifone, che almeno il calore non manca 😉
    Comunque a me stanno mancando troppo le macine mulino bianco e i fonzies … non ce la posso più fare senza!!!
    Dancer

  9. Ci sono cose che un italiano avrà sempre nel DNA: il mangiare bene è una di queste… Quando verrò a trovarvi vi cucinerò il miglior risotto al Barbera di tutta la Scozia… è la mia specialità! 😉

  10. L’altro ieri Elisa mi ha fatto l’amatriciana, oddio i pomodori non erano proprio saporiti, ed il guanciale non l’abbiamo trovato, ma da quando siamo arrivati è il primo assaggio d’Italia…buona!!!
    Bella la macchina Imperia, purtroppo non l’abbiamo portata, ma penso ce ne pentiremo. Te la chiederò in prestito!!

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