La settimana di Halloween in Scozia

Questa settimana ho fatto molte cose.

Il venerdì è una birra al Lab e poi da Bloc, un bar dove mettono musica, aperto fino a tardi. Sembra incredibile, ma un bar aperto a quest’ora è una cosa speciale per il Regno, dove alle undici suona la campana per dirti che chiude il pub, last round, finish your drink and go please guys. Che poi tanto noi fino a tardi non ci stiamo, perché siamo vecchi e stanchi e vecchi e stanchi, ma è sempre bello essere con questi amici qua.

Con Sammina e Fi
Con Sammina e Fi

Mattina è colazione con uova Benedict, e poi in gita al mare. Glasgow sta ad ovest, se viaggi ad est dall’altra parte della nazione c’è il posto detto The Kingdom of Fife. Ci aspettano nel regno un cane e una bambina, la nipote di Sam. Mi piace interagire con questi due elementi, felicità è tirare un bastone nel mare, una casa di conchiglie sulla spiaggia. La ripetizione ci dà conforto, un passo, un lancio, il profilo di casa. Un passo, un lancio, disegniamo un’altra casa Awora. Il cane e la bambina ripongono amorevole fiducia in Riru Mont, sconosciuta di altra landa dal piumino rivelatore di identità nazionale.

Guess where I am from, Sammina and doggy
Guess where I am from, Sammina and doggy

Prima di tornare a casa passiamo da un villaggio di pescatori, a mangiare fish&chips in un posto famoso, Anstruther. A Glasgow il fish&chips si ricopre di Salt&Vinegard, mentre sulla East Coast va di moda il combo Salt&Sauce. Arriva la Brown Sauce, ed i miei occhi si fanno a cuore.

Fish&Chip Anstruther
Fish&Chip Anstruther

Domenica è in giro ad Edimburgo, a recuperare Colin, che ha dormito lì. Mangiamo in un buon posto, che si chiama Ecco Vino, e diciamo bye a Nick. Mentre con Glasgow posso avere una relazione, Edimburgo non mi dice le cose come stanno. Ho paura che sparisca da un momento all’altro, che smantellino il set per rivelare un truce retroscena. Non mi sembra uno scenario abitabile, con la sua bellezza senile e queste strade di cartolina. Io che vivo dove le cose hanno un altro colore, dove nel brutto trovi la rivelazione, una tua definizione.

Edinbits
Edinbits
Edinbits
Edinbits

A dire il vero, anche Edimburgo ha un suo lato oscuro alla fine:

Glasgow spirit in Edinburgh
Glasgow spirit in Edinburgh

Inizia la settimana, e io ancora devo riposarmi. Mercoledì: capita a tutti di alzarsi stanchi.

Mont Halloween

Questo weekend a casa a far niente.

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21 comments

  1. Sei un bellissimo vampiro!
    Tra Edimburgo e Glasgow quale scegliere? sono troppo diverse…ma l’incanto di Edimburgo è così inverosimile che alla fine, sì, ti aspetti che sia pura finzione!
    Glasgow invece si mostra in tutta la sua crudezza, con sincerità, con verità.
    Il dilemma continua!

  2. Belle le foto, come sempre. Prima o poi verrò in Scozia, mi stai incuriosendo sempre di più 🙂 Dai che il trucco da zombie t’è venuto benissimo, non avevo dubbi nelle tue capacità creative!

  3. Già, Edimburgo ha proprio una bellezza senile, alla vista sembra una gigantesca casa di riposo e la Scozia il suo giardino. Glasgow è un’altra storia, è la Gotham City di Batman.
    Uhh il Lab… venerdì sera ho preso una storta micidiale 🙂

  4. Riru, ma lo sai che il mio ex quando vivevamo in Scozia lavorava al The Lab?
    Haha, il piumino rivelatore … Io arriverò fra 1 mese con una giacca che pare un sacco a pelo, ma più che altro perché ha tante tasche e lo uso come bagaglio a mano 2 …
    Edinburgo anche per me è un set cinematografico, Glasgow è Glasgow …

  5. Glasgow non l’ho ancora visitata, ma Edinburgh, quando ci sono stata mi è piaciuta tanto tanto!! A me piace il Fish&Chips con l’aceto, non so con la Brown Sauce…quante cose mi hai insegnato…bisogna che prima o poi faccia un salto dalle tue parti!! Bello lanciare il bastone al cane…mi ricorda la mia Mary che ormai non c’è più 😦 ma che amava tanto rincorrere i sassi, soprattutto nell’acqua!!

  6. Riru, ti GIURO ma ti GIURO ma DAVVERO che ieri su facebook (spazio virtuale in cui effettivamente ho speso la gran parte delle scorse due settimane che avrei dovuto dedicare ai saggi di letteratura americana) ho visto la tua foto dello shopping a Edinburgh, quella dove hai il pacco viola, e ho pensato: “Che strana città; come può sembrare Hogsmeade a tal segno!?” (http://harrypotter.wikia.com/wiki/Hogsmeade in caso tu non sia una potterofila) Ho avuto la netta sensazione che non mi ci sentirei a mio agio. Che di sicuro è bellissima e mi piacerebbe un sacco visitarla, ma che se una città è tanto narcisisticamente assorbita nel mostrare ai turisti un perfetto gioiellino in stile neogotico non può al contempo avere un’anima genuina, accogliente e amichevole, non può farti sentire a casa.
    L’amore lento ma totale che ho sviluppato nei confronti di Nantes durante il mio erasmus e che ora mi lascia struggente di nostalgia è del secondo tipo. Non è meravigliosa, non è Mont Saint Michel con la sua atmosfera di fiaba. Ma è vera, è calda, è sorridente, è viva. Sebbene non dotata di monumenti mozzafiato o perfetti quartierini medievali nei quali ti aspetti da un momento all’altro che gettino dalle finestre le deiezioni in strada (puoi credermi o meno, ma ieri dal dentista mentre leggevo il Touring Club mi sono imbattuta in un articolo su Edinburgo in cui si faceva uso di questa frase esatta), ha in compenso tante stradine segrete, tante bellezze discrete, tantissimi punti dai quali godi della vista dell’Erdre con le sue barchette e il sole al tramonto e ti dici, ammazza oh. (O magari qualcosa di più poetico che ora non mi viene in mente.)

    Nel caso il mio nickname sia troppo misterioso, mi tolgo la maschera: sono Marina.

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