Mentecatta al parco

Lunedì dopo lavoro sono andata a correre.

Mi piace andare a correre.

Non che succeda niente di che, corro e basta, attraverso momenti familiari. A un certo punto sembra sempre che qualcosa di interno si stacchi e cominci a viaggiare sfuso nei miei interstizi. Sembra sempre di non farcela, ma poi ritorno viva.

Vado spesso a Queens Park, vicino a casa, conosco il mio giro e mi pongo minuscole sfide, però lunedì ho pensato di cambiare, era dall’estate che non andavo a Pollok Park, dove avevo passato bellissime corse di fine giornata, quando ancora non ero una runner e correvo solo per espiazione.

Inizia ad essere fredda l’aria in queste serate di Settembre, e oggi al sole si è alternata la pioggia scrosciante, la senti dalle finestre dell’ufficio che viene giù fortissima e poi sparisce, come un malumore femminile. Al parco non siamo in tanti, l’autunno fa tutti grassi. Chissà se riesco a fare tutto il giro del parco di corsa, sarebbe fantastico. Corro attraverso il parco, i sentieri, le mucche, questo posto è grande e bellissimo. Questi minuti mi sanno di ore, chissà da quanto sto correndo? Resisto ancora un po’.

Ad ogni bivio giro a sinistra, è il mio piano per controllare il mondo e ritrovare la strada. Mi commuove per la sua semplicità, oggi riuscirò a chiudere il cerchio, tornare al parcheggio per una logica di curve e rotazioni.

Avrei voluto smettere di correre almeno venti volte fa, e allora adesso lo faccio, ma continuo a camminare. Cammina cammina, cammina cammina, gira sempre a sinistra senza deviazioni.

°°°° O o

Niente, non ha funzionato. Non c’era il parcheggio dopo nessuna sinistra.

Esco dal parco per capirci qualcosa dalla strada, che ho fatto mille volte. Vado su, vado giù, torno indietro, è diventato buio. Non ho il telefono, non ho soldi, sono vestita da runner sintu, ora confermo che sono un po’ disperata, il cosmo è stronzo, era un piano perfetto, vedo cartelli per andare in un’altra zona della città, mi arrendo, torno sui miei passi, farnetico. Alla fine torno fino a casa a piedi, sono stremata e suono ma Colin non risponde, sarà andato a cercarmi al parco mannaggialamiseria. Vado alla Coop, assalgo un commesso spiegando la mia tetra situazione, il mio fidanzato pensa che io sia al parco morta posso fare una telefonata per favore! Lo chiamo, Colin è a casa ma il campanello non funziona. Cosmo crin.

La storia finisce con la sagoma di Colin in bicicletta, direzione parco, a recuperare la macchina.

pollok park run
pollok park run
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27 comments

    • Sfini-Mont è meraviglioso! Ero una donna senza più anima alla fine della peripezia. Sìì mi era successo già, e appunto questo sistema del girare a sinistra avevo creato. Devo legarmi un filo interdentale alla caviglia la prossima volta. Baci! 🙂

  1. Riru, secondo me è il South Side di Glasgow! Anche a me è successo di essere convintissima di sapere orientarmi e bum, mi sono ritrovata in un posto che non conoscevo, dove non passavano neppure gli autobus First ma solo quelli sgangherati dell’altra compagnia!

  2. Ahaha! La prossima volta fai come Pollicino e lascia molliche di pane lungo il tragitto!
    Povero Colin, ma non ha fatto una piega?

    ps mai andare a correre senza cell, è l’unico posto dove secondo me serve davvero 😀

    • Vero Elle, devo essere più coscienziosa 😛 Colin è stato molto comprensivo e ha detto che non mi riporta in negozio anche se sono un po’ così. Però quando ha scoperto che le chiavi erano sotto il sedile e la macchina aperta mi ha detto di non farlo più!

  3. Ti capisco benissimo, a me è successa la stessa cosa nel centro di Edimburgo, alle sei del mattino…non vedevo l’ora di arrivare a casa, eppure non riconoscevo nessuna strada! Ho corso per più di un’ora e sono arrivato in ritardo alle lezioni di inglese…però è stato suggestivo vedere la città che si sveglia.

  4. Tenendo buono il fatto che tu abbia sempre girato a sinistra, le cose sono due;
    a. Devi aver superato almeno un ponte ed un sottopasso, così facendo sei uscita dal loop mentre mentalmente ci eri ancora dentro.
    b. Hai percorso una spirale al cui centro si trova la Coop. Questo aprirebbe una luce su una strana coincidenza: le recenti scomparse di runners nel parco di Pollok e i prezzi competitivi della carne macinata.

    Visto che ne sei uscita sana e salva propendo per la prima ipotesi.
    Ma alla coop prima di uscire ti hanno chiesto se volevi del cash back?

    • Thehehe stranamente non mi hanno offerto alcun cash back 😀 Ponti… sottopassi…mi stai facendo visualizzare un mondo fatto a piani. Quindi non solo devo capire orizzontale, ma pure verticale?! Io vorrei un giorno ripercorrere quei sentieri con una troupe televisiva, per capire cosa accadde veramente quel lunedì.

  5. Sena volerlo…sei veramente intrepida! Eroica! E la macchina aperta con le chiavi dentro…veramente fiduciosa verso il mondo, ecco perchè alla fine le tue peripezie finiscono bene!

  6. ….sono senza parole!!! Ma come hai fatto a trovare la strada di casa e non quella del parcheggio?? …girare sempre a sinistra?? Ma che forma ha il parco? …mi sa che tra poco a Glasgow inizieranno a darti “nomignoli”, e ti vedrai additare dai passanti, che ti riconosceranno e forse ti chiederanno autografi!! Pover Colin… 🙂 però devo dire che è molto comprensivo!! Sei fortunata!!

    • Io ero vagamente sotto shock!Ho riconosciuto la lunga strada verso casa avendola già percorsa a piedi, purtroppo non riuscivo a ricostruire come fosse posizionato il parcheggio rispetto a quello! Un incubo! Il parco ha una forma, boh, io pensavo rotonda? Ora mi viene il dubbio, forse è un trapezio con una parte in un’altra dimensione. Colin molto paziente!

  7. Io sono rientrata proprio qualche ora fa da una corsa all’ Acton Park, e durante i miei balzi super atletici, non potevo fare a meno di giori per l’aria freschetta e pulita che si respirava, gli scoiattoli che saltellavano da un’albero all’altro felici, le foglie gialle a tapezzare i lunghi viali alberati e il profumo della terra bagnata che trasmetteva energia…. che meravigliaa !!
    Dancer

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