All’autolavaggio

Oggi dopo lavoro ho deciso: vado a lavare la macchina.

Non è una cosa che penso spesso, anzi, credo di non averlo mai pensato. Prima volta nella vita che porto una macchina all’autolavaggio.

In occasione dell’anniversario dei detriti antichi e delle ditate di marmellata di tante colazioni fa, ho deciso di affidare la pulizia ad agenti esperti, via di mezzo tra Ghostbusters e disinfestatori.

Ho raggiunto l’autolavaggio Splash dopo un certo tempo passato ai semafori, tutti in macchina oggi a Glasgow? E sopratutto, tutti all’autolavaggio. Io a volte non tocco il mondo, satellito altri pianeti. Io porto la Puntocrazia a lavare perché senno chiamano i servizi sociali e me la portano via, ma intuisco che qui qualcuno lo fa per piacere. Provo incomprensione.

Da Splash uomini dalle multiformi nazionalità lavano le vetture a fasi, in una ripetizione che mi fa sentire raggirata. Inizia un uomo con una pompa aggressiva, merdina di piccione sul finestrino addio. Mi intima di procedere alla fase due, un metro più avanti. Fase due, un uomo con uno spruzzino mi lava le ruote. Le ruote? Come lavare gli zoccoli di un suino. Io vorrei uscire, chiedere sconti e compromessi, un lavaggio a settori scelti. Capisco che è troppo tardi, sono chiusa qui dentro mentre mi spumano la vettura fin nei suoi anfratti più intimi. Fase tre, altro migrante in azione, a fare ancora quello che già ha fatto il suo illustre collega. Dentro, dovete agire dentro, dove io ho messo le zampine sporche di marmellata e bevuto le tazze di caffè. Fase quattro la chiamiamo il dejà vu, accedendo all’autolavaggio sono entrata in un loop temporale.

Finalmente lo Splash Master mi dice ok, ora puoi scendere e recarti laggiù, ci vorranno circa, quaranta minuti. Forty minutes?! Lo scruto per capire se questo dipenda dallo stato in cui versa la Punto, ma la ragione è semplicemente che qui sono very busy al momento. In una escalation di assurdità, mi dice ok trenta minuti, puoi andare a bere un caffè, ti porto io, it’s free. E mi accompagna alla gelateria di fianco, credo di suo cugino, e costringe il cugino a farmi un caffè gratis. Cugino non è contento, io dopo le cinque non bevo caffè per non passare la notte con gli occhi a civetta ma eccomi qui, in gelateria, a bere un caffè, aspettando che sia pronta la Punto.

Quando me la danno profuma così tanto che qui dentro non si respira. Esco da Splash con tutti i finestrini aperti e mi allontano facendo SGRACKKKK, che ad ogni cambio di marcia mi scivolano i piedi sui pedali lucidi.

Un vero successo, devo farlo più spesso.

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13 comments

  1. Ciao!!
    …ho visto anche qua questi “autolavaggi superveloci ed efficienti”!! Per ora, non avendo la macchina, non ho provato questa avventura! …non vedo l’ora!! 🙂

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