Waiting fo r Evolution

La quarta settimana di lavoro ha manipolato il mio orologio biologico e riesumato prototipi impacciati e inadatti al presente, dove c’è posto solo per me, risultato prelibato di ventinove anni di esperimenti.

In questi giorni mi sento un bambino moccioso e impaurito: devo imparare come funzionano le cose e chiedere agli altri il perché, ieri ho pensato voglio la mamma e poi mi cola il naso. Mi è venuto il raffreddore per via delle mie insicurezze, che nella notte hanno aperto la porta ai germi. Quando sbaglio mi guardo intorno come un’adolescente paranoica per controllare se congiurano per licenziarmi e a volte mi viene una versione senile di me, che si arrende subito perché non ha più tempo per sperare.

Mentre queste tre Mont si danno il cambio per portarmi alla rovina io ci sono ancora, cosciente ma impotente, perché mi sa che è così che funziona con gli inizi e le novità. Non si può aggirare un po’ di paura, non si può evitare di non capirci niente.

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