La mia prima telefonata a lavoro

Stamattina ho preso la mia prima telefonata. L’ho fatto oggi che non era previsto per incontrare la mia ansia in anteprima, ed essere pronta da domani a rispondere con serenita’. Quasi rassicurante constatare che il panico agisce con le sue consuete tattiche, facendo fumo mentre ruba il mio arrosto.

Per prima cosa ho detto al mio utente che i problemi con il sito erano dovuti al forte vento in Scozia. The wind? Mi ha chiesto il signore, cercando di ricapitolare la mia versione dei fatti, basata sulla follia. Erm, si’, condizioni climatiche estreme ho confermato io, mentre cercavo di aprire un programma serratosi apposta per l’occasione.

In secondo luogo il mio cellulare, che oggi ho tenuto acceso per via delle condizioni climatiche estreme che influenzano i siti internet e i pulman, ha iniziato a squillare a volume massimo, e lo ha fatto per tutta la durata della chiamata: era la mia amica Fee, voleva offrirmi un passaggio verso casa. Con la coda dell’occhio vedevo il mio capo aggirarsi per l’ufficio nella vana ricerca della sorgente dello squillo, rintracciabile nel mio cassetto, e io intanto pensavo perche’?, con le sopracciglia a forma di serpente.

Infine in seguito ad un’overdose di spelling ho cambiato nome, citta’ e CAP al mio prezioso utente miscredente, senza smettere di vagare nel sistema informatico come un sonnabulo ubriaco e cercando di seguire il labiale della mia supervisor che scandiva preziose istruzioni.

Ed e’ cosi’ che e’ andata la mia prima telefonata, e di domani ho un po’ meno paura.

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